Congelati i soldi destinati alle periferie. Anche quelli che servivano a Torino e al progetto Axto. Il Decreto Legge Milleproroghe del governo M5s-Lega ha infatti rinviato tutti i 2,1 miliardi che erano stati stanziati dal quelli targati Renzi, Gentiloni e centrosinistra per le periferie.

Un piano per cui ben 120 Comuni e Città metropolitane hanno ricevuto fondi e che ora dovranno aspettare due anni prima di poterli utilizzare. Tradotto: il più grande investimento mai visto in Italia dedicato alle periferie rischia di restare solo un’idea.

Infatti con l’approvazione del Milleproroghe la maggioranza giallo-verde ha disposto che l’efficacia di tutte le 120 convenzioni sia “differita all’anno 2020”.

E ora i Comuni, compreso Torino, che aveva già presentato il progetto Axto, dovranno “rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti”.

Il progetto del capoluogo piemontese, presentato nel 2016, prevede circa 235 interventi nelle aree periferiche, per una spesa di 41.008.262 euro di cui 20.358.582 confinanziati tra pubblico e privato e 17.990.966 che dovevano arrivare direttamente da Roma.

Tra gli obiettivi di AxTO la riqualificazioni delle case popolari, delle strade, strutture come scuole, ma anche parchi e impianti sportivi.

Torino per il suo progetto si è classificata ottava su 120 Comuni, ottenendo quindi dal governo i circa 18 milioni per la realizzazione di 44 interventi. AxTO, che si conclude il 31 dicembre 2019, è organizzato in cinque assi strategici: Spazio pubblico, Casa, Lavoro e Commercio, Scuola e Cultura, Comunità e Partecipazione.

Erano inoltre stati assegnati fondi a 19 soggetti, tra associazioni e cooperative, su proposta degli assessori Marco Giusta e Francesca Leon, come “contributi per progetti innovativi in ambito sociale e culturale finalizzati alla rigenerazione urbana di aree periferiche”. A questo proposito era stato indetto un bando lo scorso settembre con contributi fino a 50 mila euro e da 50 mila euro a 100 mila euro.

Una notizia che è passata sotto traccia, ma che preoccupa non poco i sindaci delle città coinvolte. I primi cittadini sono sul piede di guerra, anche perché in molti Comuni, come Torino appunto, sono già stati impegnati centinaia di migliaia di euro e adesso il rischio del danno erariale è dietro l’angolo.

Intanto a Palazzo di Città c’è molto fermento intorno alla vicenda: il primo inciampo per la torinese Laura Castelli, la viceministra M5S all’Economia che si è occupata del Milleproroghe, potrebbe costare caro, anche se c’è chi, degli addetti ai lavori –  che in queste ore stanno cercando di capire cosa sta accadendo – sostiene che Torino non rischierebbe visto che il decreto riguarderebbe la seconda tranche di pagamento e che essendo 24esima nell’elenco dei Comuni beneficiari del programma si salverebbe comunque una parte, ovvero la prima tranche di finanziamento.

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro si dice preoccupato per la «sospensione delle convenzioni del Bando periferie, atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati. Valuteremo insieme ai sindaci i passi successivi da compiere per far chiarezza, anche alla luce degli oneri sostenuti per la progettazione e per l’avvio di alcune delle opere previste. Si tratta di una misura importantissima che 96 Comuni capoluogo e alcune Città metropolitane attendono di attuare con le gare».

 

 

 

foto di Chris Koos