E’ iniziata questa mattina nel tribunale di Ivrea l’udienza preliminare del processo per l’amianto alla Olivetti. Trentatre gli indagati accusati dai pm Laura Longo e Lorenzo Boscagli della morte di quattordici lavoratori, che sarebbero venuti a contatto con fibre d’amianto, e per un caso di lesioni colpose.
Come detto, gli imputati appartengono sono tutti nome di chi dagli anni Sessanta ha ricoperto incarichi dirigenziali all’Olivetti, tra cui Carlo De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e l’imprenditore Roberto Colannino, per un caso di lesioni.
Secondo l’accusa i vertici dell’azienda non solo sapevano della presenza e pericolosità delle fibre d’amianto, ma non hanno fatto nulla per evitare l’esposizione dei dipendenti alle polveri. Polveri, che secondo i magistrati, le fibre di amianto sarebbero state presenti non solo negli impianti, ma anche nelle tubature e nei rivestimenti, oltre che nel talco utilizzato per il montaggio degli apparecchi.
A celebrare l’udienza è stato il gup Cecilia Marino, applicata dal Tribunale di Torino alla sezione penale di quello di Ivrea dopo le “disavventure” dei precedenti giudici. Infatti lo scorso 23 aprile il gup Alessandro Scialabba si è astenuto dopo essere stato ricusato dagli avvocati di unno degli imputati e Giuseppe Salerno che avrebbe dovuto sostituirlo è stato sospeso per una condanna per abuso d’ufficio.
Numerosi gli enti e le associazioni che si sono costituiti parte civile: il comune di Ivrea, la Fiom, la Fim-Cisl, l’associazione dei parenti delle vittime d’amianto, la città metropolitana di Torino, l’Inail e alcuni familiari delle vittime. La fiom ha inoltre annunciato che citerà in giudizio anche la Telecom Spa, dal 2003 fusa con l’Olivetti, per responsabilità civili.
Ora il gup ha concesso una settimana agli avvocati per presentare memorie difensive rispetto alla costituzione delle parti civile e per le controrepliche. La prossima udienza sarà il 25 maggio.