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Montanari frena sull’affidamento di Cavallerizza ad Assemblea 14:45. Difficoltà anche per i 4 milioni di euro del CIPE

Montanari frena sull’affidamento di Cavallerizza ad Assemblea 14:45. Difficoltà anche per i 4 milioni di euro del CIPE

di Carlo Savoldelli

Il vicesindaco Guido Montanari ha partecipato nella serata del 20 settembre alla riunione conguinta delle commissioni II e IV della Circoscrizione 1. All’ordine del giorno la vicenda della riqualificazione del complesso della Cavallerizza Reale.

Cavallerizza agli occupanti? Ora Montanari frena

Il quadro che è emerso durante la riunione è molto diverso da quanto immaginato da parte dei consiglieri Cinque Stelle in Comune, che nei giorni scorsi con una loro mozione avevano immaginato un percorso che portasse all’affidamento di parte del bene direttamente agli occupanti escludendo il Teatro Stabile.

L’affidamento del bene agli occupanti, fortemente osteggiato dall’opposizione e anche da parte degli intellettuali in passato vicini alla stessa “Assemblea 14:45” (durissima la presa di posizione di Elisabetta Forni ed Emanuele Negro), sembra non convincere pienamente anche la giunta grillina.

Lo stesso Montanari è sembrato prendere tempo, mentre si va consolidando lo scetticismo soprattutto tra coloro che ritengono pericolosa la procedura dell’affidamento diretto, a maggior ragione all’indomani delle notizie provenienti dall’esperienza dell’Asilo Filangieri di Napoli, dove la Procura napoletana ha aperto un’inchiesta per “abuso d’ufficio e danno erariale” e la Corte dei conti una per “incauto affidamento”.

Ma non è tutto: ai problemi di carattere giudiziario si sommano quelli di opportunità politica. Cavallerizza nei prossimi giorni diventerà il quartier generale delle proteste contro il G7, il luogo in cui i movimenti antagonisti si daranno appuntamento attorno al cartello ResetG7.

Il sogno di una progettazione ampia e condivisa (!)

Montanari ha assicurato che la progettazione del complesso dovrà essere condivisa e ampia. Se nella mozione presentata in consiglio comunale la strada pareva segnata per un affidamento sostanzialmente diretto agli attuali occupanti, nelle parole dell’assessore invece si intravede un processo diverso in cui tutte le progettualità, sia degli enti proprietari, che dei cittadini, che delle associazioni, che degli occupanti stessi, verranno valutate dall’amministrazione.

Tuttavia sarà difficile mettere d’accordo tutti gli attori sui principi evocati dal vicesindaco. Come coniugare, infatti, unitarietà progettuale, fruizione pubblica e finalità culturali se la città non dispone di risorse pubbliche e se ampia parte dell’area è di fatto in mano ai privati?

Ad esempio, Montanari si è detto favorevole alla possibilità di realizzare un ostello della gioventù nei piani superiori della “Manica del Mosca”, ma sul punto ha incassato le titubanze di alcuni cittadini che han chiesto contezza circa l’aderenza di un’operazione del genere ai principi di unitarietà più volte richiamati. Peraltro nel masterplan costruito dal tavolo di lavoro inter istituzionale (13 istituzioni presenti compresa Università e  Politecnico) dall’Assessorato al patrimonio quell’uso era già preventivato.asiloincotracavallerizza

Fondi Cipe sempre più a rischio

La giunta Fassino e la Direttrice dei Musei Reali Pagella hanno ottenuto nel maggio 2016 15 milioni di euro dal Ministero dei Beni Culturali così spartiti: 11 per la riqualificazione dei Giardini Reali e la realizzazione di nuovi ingressi al Polo Museale su corso Regina Margherita, 4 per la riqualificazione di Cavallerizza Reale.

Il masterplan, sempre avversato dagli occupanti e dal Movimento 5 stelle, prevedeva tra le altre cose la creazione di una manica di collegamento tra via Verdi e i Giardini Reali, in una porzione del compendio di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. L’amministrazione Appendino, per poter accedere a quei fondi, dunque, avrebbe dovuto completare il passaggio di questa porzione ad un soggetto pubblico capace di ricevere i fondi CIPE. Ma fino a oggi di questa operazione non vi è traccia alcuna.

Durante la commissione Montanari ha però spiazzato tutti dicendo che le risorse ministeriali saranno utilizzate per il restauro e il ripristino dei giardini reali alti, di quelli bassi e dei garrittoni e che solo dai ribassi di gara l’amministrazione dovrebbe poter effettuare qualche intervento sulle aree di pubblica proprietà. L’amministrazione, dunque, come ampiamente anticipato da Nuovasocietà, perde la possibilità di gestire in prima persona le risorse del Cipe e sembra cedere la propria parte di finanziamento alla progettazione del Polo Reale.

La melina di questo anno e mezzo di amministrazione, l’assenza di decisioni e la continua convocazione di tavoli di confronto hanno fatto perdere terreno alla Città e hanno favorito la progettazione degli altri due inquilini del compendio: Cassa Depositi e Prestiti, che procede ad una sua proposta indipendente, e Polo Reale, che fagocita le risorse destinate al comune e le utilizza sulla sua porzione.

La proprietà di Cavellerizza: Comune, CCT e CDP

La situazione proprietaria è oggi divisa in tre. Il Comune direttamente ha riacquisito Teatro, sala dei Cavalieri e continua a possedere il maneggio Chiablese, aula magna dell’Università. La Cassa depositi e prestiti possiede tutto il compendio verso piazza Castello. CCT,  possiede le parti verso ovest (manica del Mosca, pagliere, ex zecca – commissariato e un pezzo su via Verdi ); essa era nata come società di cartolarizzazione che  permise al Comune di acquistare dallo Stato a titolo oneroso queste parti senza incorrere in oneri sul bilancio, evitando che andasse sul mercato senza una “visione” coerente col tessuto storico circostante ed in modo tale che, al netto delle aree e dei fabbricati di diretto uso pubblico, una parte di essi tornasse a progetti di parteneriato pubblico – privato in regime di vincolo sia patrimoniale sia Unesco e di Sovrintendenza.

Da questo presupposto sono nate le prime aste per la alienazione di alcune parti e successivamente il Master Plan generale che definiva una visione unitaria, consentendo però di ricercare per singoli progetti partner diversi. A Masterplan concluso, era prevista la ripartenza delle aste per la ricerca di interventi e investitori. Ma da allora (maggio 2016), cambiata l’amministrazione, sembra che l’attuale Giunta non si curi minimamente del fatto che i costi del “fermo” delle aste rappresenta un onere e che l’indecisione e l’inazione rischia di creare un doppio danno: economico e ai fabbricati (degrado).

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(Il masterplan del progetto per la Cavallerizza)

Il mistero della Decratolarizzazione

Uno dei cardini del Masterplan costruito e pensato dalle 13 istituzioni era proprio l’uso pubblico diretto di alcune parti: l’ex maneggio reale, o “teatro grande”, e la manica del salone dei Cavalieri. Queste aree pubbliche dovevano essere il cuore di una trasformazione completata da soggetti privati nelle aree limitrofe. Tanto è vero che su proposta dell’ex assessore al patrimonio il consiglio Comunale aveva decartolarizzato queste due parti del complesso, per destinarle rispettivamente a Teatro pubblico e pubblico spettacolo, e a sala studi per studenti universitari.

Queste aree oggi sono di fatto tornate di proprietà pubblica, ma in un anno e mezzo nessun atto (bandi, gare, concorsi, etc) è stato approvato per favorirne il recupero e la rifunzionalizzazione.

Pochi passi avanti in termini di sicurezza

Al di là degli interventi urgenti effettuati di recente, non è stato ravvisata dall’amministrazione nessuna ulteriore esigenza. Eppure allo stato non esiste un piano di evacuazione, che si rende quantomai necessario soprattutto in virtù dell’afflusso di persone a cui spesso si assiste.

Cavallerizza, a poche centinaia di metri da Piazza San Carlo, teatro di una potenziale strage avvenuta anche per la superficialità delle istituzioni, è un’area esteta migliaia di metri quadri, non protetta e accessibile da chiunque, senza che siano rispettate le più banali norme di sicurezza. Se la staticità degli edifici sembra non preoccupare gli addetti ai lavori, di certo non si ha traccia di dispositivi antincendio e vie di fuga.

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(Uno degli eventi organizzato dagli occupanti che aveva destato molta preoccupazione per l’afflusso di pubblico in aree non a norma)

Cavallerizza centro della protesta contro il G7
Insomma, in Cavallerizza non solo la situazione non evolve, ma si compiono importanti passi indietro nella strada che dovrebbe portare al recupero del bene. Nei giorni in cui il compendio diventa il centro della protesta contro il G7 dell’industria, Montanari tiene aperto il dialogo con gli occupanti definendo. L’amministrazione, insomma, continua a tenere “il piede in due scarpe” come in ognuna delle partite complesse che si trova a gestire (Metro 2, cessione quote di Iren, Ict pubblico), costantemente dilaniata tra il dialogo con l’ala antagonista della città che l’ha sostenuta in campagna elettorale e la necessità di far prevalere la legalità e di garantire il realizzarsi delle trasformazioni. E così, giorno dopo giorno, Cavallerizza sta diventando la metafora di un conflitto tutto interno alla maggioranza.

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