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Non solo Ream, i nodi della variazione di Bilancio

Non solo Ream, i nodi della variazione di Bilancio

di Carlo Savoldelli

Approderà in giunta, nelle prossime ore, l’assestamento al Bilancio 2017, con annessa variazione. Si tratta del documento che ha incontrato, ieri, il parere contrario dei Revisori dei conti e un inevitabile strascico di polemiche.

Il parere dei Revisori, i dubbi dei dirigenti, l’indagine della Procura

Rimandiamo al testo del parere per conoscere le motivazioni delle critiche, peraltro non nuove, al bilancio targato Appendino-Rolando. In sintesi la contrarietà viene fatta risalire alla mancata adozione di misure correttive conseguenti i rilievi dei Revisori già espressi in sede di Bilancio preventivo, e Consuntivo a maggio 2017. In particolare svetta per importanza la vicenda Ream, cui Nuovasocietà ha dedicato diversi approfondimenti a questa vicenda. Tra questi le lettere inascoltate dei dirigenti alla Sindaca, le prese di posizione nette dei revisori già dalla primavera e la linea difensiva dell’amministrazione una volta ricevuti gli avvisi di garanzia.

Non solo Ream

Ma non solo. Viene denunciato il mancato inserimento nella variazione delle prescrizioni previste nel piano pluriennale comunicato alla Corte dei Conti e l’inserimento di poste enunciate, ma non adeguatamente motivate. Il parere contrario pesa come un macigno, perché in caso di voto da parte del Consiglio Comunale i votanti si assumeranno completamente la responsabilità della propria scelta. E a quanto pare già gli atti sugli equilibri di bilancio approvati a luglio sarebbero stati acquisiti dalla Procura della Repubblica nell’ambito del presunto falso in atti della vicenda Ream. Infine, i Revisori, cosa assai inusuale, riportano per intero il testo della delibera a loro sottoposta. La ragione è presto scovata: tra i capi d’accusa contro Appendino, vi è anche il giallo sulla denuncia fatta dai Revisori circa la difformità della documentazione da loro esaminata prima dell’estate, e quella poi effettivamente approvata. Inserendo il testo integrale i Revisori, quindi, si tutelano su eventuali “modifiche” postume dell’atto.

L’assestamento e la variazione annessa

Ma vogliamo, qui, esaminare, per quanto trapelato, il merito della manovra di fine anno della Appendino, che si compone di alcune mosse quantomeno “curiose”:

  • Si cancellano entrate da Regione Piemonte per 7,2 milioni;
  • Si riduce un misterioso contributo da parte di Unicredit di 2,0 milioni;
  • Si riducono le entrate da oneri di urbanizzazione di altri 7,6 milioni;

Le tre entrate erano state previste nel bilancio preventivo ed in particolare aveva già all’epoca attirato l’attenzione il misterioso contributo di Unicredit (il cui ammontare assomigliava molto all’importo degli interessi passivi per la tesoreria) e la cifra monster di 44 milioni per oneri di urbanizzazione (applicati in parte corrente). Tale cifra appariva spropositata già allora e infatti, a riprova della insostenibilità di tale entrata, la Giunta ha voluto ridimensionata a 25 milioni in due mosse: un pezzo a giugno e un pezzo adesso.

Per coprire politicamente questa indigestione di oneri la giunta aveva annunciato una corposa operazione di manutenzione straordinaria della città, operazione che viene necessariamente meno al calare degli oneri incassati, parte dei quali sono peraltro utilizzati per coprire il contratto di servizio tra la Città e la sua partecipata Iren.

Altre entrate una tantum

A compensare queste minori entrate arrivano delle “disperate” entrate una tantum.

  • Maggior dividendi da Fct per 8 milioni (in tutto diventano 20,0 milioni);
  • Il  rinvio a tra 20 anni degli interessi e del capitale dovuto a rimborso di mutui nel 2017, rinviato alle prossime giunte per 8,0 milioni;

Tra le variazioni, anche “l’ammissione di colpa” della Giunta Appendino che sotto la spinta di Paolo Giordana aveva spostato nel 2016 e nel 2017 la spesa per le fondazioni culturali da parte corrente a parte capitale, alla ricerca di qualche facile scorciatoia. Infatti la spesa per Fondazione Musei, Fondazione del Libro e Fondazione Cavour tornano in parte corrente. Si vedrà come e se saranno coperte le spese alle altre Fondazioni rimaste in parte capitale.

Insomma, nonostante i proclami pentastellati, il Bilancio sembra stare sempre più in piedi per merito di entrate straordinarie e una tantum. Quanto solo lontani gli strali per la presunta eredità. Le scelte presenti la sovrastano di gran lunga. Ricordiamo che nella precedente variazione (luglio 2017) erano state aumentate le previsioni di entrata per multe, pur essendo le multe, per numero, in diminuzione.

I primi rilievi della Corte dei Conti al piano di rientro

Mentre già si litiga sull’assestamento, cominciano a trapelare alcune informazioni su quanto la Corte dei Conti avrebbe inviato alla Giunta Comunale a riscontro del Consuntivo 2016, e del Piano di interventi approvato dalla Amministrazione Appendino. Ancora relazioni interlocutorie, ma pare significative.

A quanto sappiamo, dopo qualche apprezzamento per la prosecuzione della riduzione dell’indebitamento (se ne farà finalmente una ragione il presidente della prima commissione bilancio Fornari), emergono le prime gravi criticità dell’era Appendino: i parametri di deficitarietà strutturale che passano con la nuova amministrazione da 2 a 4, l’incremento dell’utilizzo dell’anticipazione di tesoreria a livelli mai visti, ma soprattutto le prime osservazioni al famoso Piano di interventi.

Su di esso pare gravino molti dubbi della Corte sulle misure per riscossione, sull’utilizzo massiccio di entrate una tantum quali dividendi, oneri di urbanizzazione e multe, sulla non attendibilità delle alienazioni indicate nel piano, vincolate ad investimenti e non a risanamento, e che tuttavia ne costituiscono la spina dorsale. Il tempo del “credito”, per la nuova amministrazione, si sta rapidamente esaurendo.

Sembra, insomma, che l’impostazione del trio Appendino-Rolando-Giordana, cominci a mostrare tutti i suoi limiti. Specialmente se il trio continuerà a non ascoltare le osservazioni di Revisori e magistratura.

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