Rassegna stampa del 10 novembre
Sullo stesso argomento La Repubblica titola, riferendo la richiesta del magistrato, «Complice dei boss. Cosentino va arrestato».
La Stampa, che ha anch'essa un titolo sulla vicenda del sottosegretario, ricorda l'appello del cardinale Bagnasco che, in occasione dell'apertura dell'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, ha detto «Basta odio in politica, l'Italia è in pericolo»
La formazione, dopo una lunghissima trattativa, del nuovo governo libanese, guidato da Saad Hariri, è uno degli argomenti principali sulle prime pagine dei quotidiani del Mediterraneo.
Attenzione da parte dei media arabi, come quelli egiziani che accolgono la notizia della buona riuscita del tentativo di Hariri senza soffermarsi su commenti celebrativi, almeno nei titoli.
I giornali emiratini tornano sulle tensioni in Arabia Saudita, che da tempo ha avviato un'azione di forza contro i ribelli sciiti. The National titola sull'Arabia Saudita che «modera l'attacco contro i ribelli al Houti». Anche Gulf News ha scelto questo argomento per uno dei titoli della prima pagina. Sullo stesso argomento, invece, i quotidiani egiziani hanno un'ottica diversa. Al Ahram, ad esempio, titola sul fatto che le truppe di terra saudite hanno fermato 210 ribelli sciiti yemeniti. A loro volta i ribelli, riferisce il quotidiano, ammoniscano l'Arabia Saudita: una guerriglia aspetta i soldati sauditi. I quotidiani spagnoli raccontano la contrapposizione che si sta determinando, tra governo e magistratura, sulla vicenda del sequestro del peschereccio Alakrana ad opera di pirati somali.
Il governo, infatti, sarebbe favorevole a rimandare in Somalia i due pirati arrestati per aiutare la trattativa per il rilascio dell'equipaggio dell'Alakrana. Ma su questo, dice El Pais, «L'Audiencia nacional mette in dicussione la scelta del governo» e Abc riferisce le parole del giudice Garzon, che sta conducendo l'indagine: «Non si può cedere ai pirati». Sui quotidiani algerini i titoli più importanti sono riservati alla vertenza del personale della scuola, al secondo giorno di sciopero generale. Come el Watan che dice «Il ministro dell'Educazione, Benbouzid, mette sotto pressione chi sciopera. Intanto cresce la protesta». I giornali greci, stranamente, «leggono» in modo diverso le prossime mosse del Governo, alle prese con la crisi economica e le pressioni dell'Ue per il risanamento del bilancio.
Se Ta Nea annuncia «6.500 nuove assunzioni per la Pubblica amministrazione», I Kathimerini titola «Promesse per la riduzione degli impiegati statali».




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