Aspettando che l'onorevole Roberto Cota risponda alle domande che gli sono state inviate la scorsa settimana, cerchiamo di desumere il suo pensiero dalle svariate video-interviste che circolano su internet.
Sicuramente l'onorevole Cota sarà stato molto impegnato in questi giorni, diviso tra il Parlamento (dove ha votato il "legittimo impedimento") e la campagna elettorale "porta a porta" per le regionali piemontesi: per tutti questi motivi non avrà avuto il tempo di rispondere a sette domande, o per questi stessi motivi il suo addetto stampa non avrà creduto opportuno riferirgliene.
Circolano da pochi giorni su uno dei vari siti internet personali dell'onorevole Cota diverse video-interviste, brevi spezzoni filmati, in cui il candidato Presidente risponde alle domande che gli pone una voce fuoricampo. Il tema è naturalmente il futuro del Piemonte, o come il candidato se lo immagina qualora fosse lui a vincere la competizione con Bresso, la candidata del centrosinistra.
Sullo sfondo muri che erano bianchi o giallognoli (o bianchi ingialliti), la bandiera della regione con in un angolo il simbolo della Lega Nord e al centro dell'immagine il candidato, Roberto Cota.
La carrellata delle video-interviste si apre con la presentazione del libro "Dalla parte del popolo", «una raccolta degli interventi e degli articoli che il candidato presidente per la Regione Piemonte della Lega Nord e del Pdl ha scritto negli ultimi anni riguardo il suo lavoro alla Camera dei Deputati nell'interesse del Piemonte», recita il sottotitolo del filmato. Presente l'eurodeputato Mario Borghezio (visibilmente stanco o annoiato), l'onorevole Cota spiega i motivi della sua candidatura: «Qualcuno potrebbe dire "beh, stavi tranquillo a Roma": no, io sono andato a Roma per costruire un percorso politico perché si possa cambiare in Piemonte, perché si possa governare in modo diverso questa regione e rilanciarla in un momento dove o si imbocca la strada giusta o si rischia di rimanere indietro per sempre.»
Segue poi (altro filmato) «la posizione di Roberto Cota su quello che è un po' il pensiero di Fini, sul voto agli immigrati». Il candidato annuisce e risponde: «Noi oggi non abbiamo bisogno di dare il voto agli immigrati, non abbiamo bisogno di dare la cittadinanza facile [...] abbiamo bisogno di difendere i diritti dei nostri cittadini e la nostra identità. [...] Chi entra ha dei diritti, ma anche dei doveri. E se li deve conquistare.»
Si passa poi a discutere sui servizi (scuole, anziani e servizi generali): «La regione Piemonte spreca molto. [...] Se si taglia la burocrazia, [...] le spese dei Soria per dare degli esempi, ci siano poi risorse da destinare alle categorie più deboli. Penso per esempio agli anziani, che non hanno le cure odontoiatriche: ecco [...] questo è il primo problema da affrontare.».
Naturalmente non si può evitare di parlare dei trasporti, in particolare delle ferrovie, e infatti Roberto Cota non evita: «Io ho assistito, ho visto, ho anche toccato con mano i trasporti locali [...] Non vanno bene. [...] Il trasporto locale è competenza della Regione, e se la situazione è quella che è, è perché in cinque anni non è stata gestita. Si è deciso di fare le gare d'appalto: perché non sono state fatte prima? [...] Poteva e doveva essere fatta prima».
Da piemontese Cota se ne rammarica e se ne vergogna, di questa situazione dei treni regionali, perché «i pendolari li usano per andare a lavorare, non per andare a divertirsi.».
Continua, in un altro filmato, il ragionamento: «Serve una sanità diversa. [...] Per avere dei servizi efficienti si deve cominciare dalla sanità di base. Cioè noi dobbiamo valorizzare il ruolo, il lavoro, dei medici di base, e fare in modo che gli ambulatori rimangano aperti non pochi ore al giorno, ma tutto il giorno, e per fare questo la strada è quella di consorziare i medici di famiglia, in strutture poliambulatoriali, dove ci sia un'assistenza infermieristica, ambulatori per visite specialistiche[...]. Una sanità più vicina al cittadino, e avremo tanti piccoli ospedali, unità di pronto soccorso sul territorio.».
Le domande da rivolgere all'onorevole Cota sarebbero molte altre, su molti altri temi – nucleare, Tav, istruzione, delocalizzazioni, gestione degli appalti, trasparenza per citarne alcuni – o sarebbero necessari ulteriori approfondimenti.
Purtroppo però le video-interviste sono finite, ed occorrerà pazientare.
Ecco le nostre domande a cui Cota non ha ancora risposto:
1) Nella sua recente risposta ai dieci quesiti di Libera ha affermato di non volere candidati - "perchè la Lega Nord non ne ha" - rinviati a giudizio o condannati per reati di mafia o contro la pubblica amministrazione. Questa sua volontà si estende anche alle liste che la sostengono (penso al caso della lista PdL, che candiderà per esempio il Consigliere Burzi)? In caso contrario, come giustificherebbe questa incoerenza?
2) Restando in tema di rinviati a giudizio: qual è la sua opinione su Maurizio Grassano (il consigliere comunale di Alessandria che prenderà il suo posto in Parlamento qualora Lei fosse eletto Presidente della Regione)?
3) Nucleare: siete favorevoli? Potrebbe indicare alcuni siti che secondo lei potrebbero ospitare le nuove centrali o i siti di stoccaggio o smaltimento delle scorie? O almeno: saranno in provincia di Novara, piuttosto che in Provincia di Cuneo, o altrove?
4) Sanità: pubblica, privata o mista? Nell'ultimo caso: cosa vorrebbe privatizzare, e per quali motivi?
5) Istruzione: manterrete i cosiddetti "buoni scuola" e i vari finanziamenti alle scuole private?
6) Questione TAV: siete definitivamente a favore?
7) Un'ultima domanda: Lei è considerato il "volto buono" della Lega. Quindi, in che cosa è diverso dall'onorevole Borghezio?
Grazie




Aspettando le risposte di Roberto Cota





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