di Roberto Mancini
La notizia politica del giorno, in Valle, è la nascita di un nuovo soggetto denominato "Alpe",frutto della fusione tra movimento Verde e due raggruppamenti scissionisti dell'Union valdotaine, Renouveau valdotain e Aostevive.
Auspice e levatrice del nuovo movimento il deputato Roberto Nicco, eletto nel collegio uninominale valdostano grazie ai voti del Pd, con il quale ora è in rotta aperta.
Dunque processo positivo in quanto segnale di coagulazione delle forse di centrosinistra?
Piano, in Valle come in Sicilia mai niente è come sembra.
Sui contenuti culturali innovatori del nuovo raggruppamento Alpe propongo tre notizie, fra loro collegate, per far capire cosa sia la Vda e quale il suo clima politico.
La scorsa settimana è mancato Vincent Treves, personaggio cui la Stampa ha dedicato il seguente titolo : "addio al partigiano separatista, fu incarcerato per il suo annessionismo alla Francia, durante la Resistenza approdò al gruppo Mont Blanc".
Non un semplice articolo, ma uno spartiacque epocale: la prima volta, dopo 70 anni di ipocrisie della storia ufficiale, in cui su afferma a chiare lettere che una parte del movimento partigiano era composta da separatisti filo-francesi, finanziati dai Servizi di De Gaulle.
E che autonomismo e separatismo erano e sono concetti differenti.
Seconda notizia: Roberto Nicco, deputato del centro-sinistra alla Camera con i voti del Pd così ha ricordato Treves su di un giornale locale."le idee per le quali ti sei battuto e hai sofferto, il sogno di una Vda che possa amministrarsi in piena autonomia e libertà, sono tuttora viventi".
Il che, se le parole hanno un senso, significa che queste condizioni non sono ora presenti per le istituzioni valdostane nel territorio della Repubblica.
E che lo Statuto Speciale della Vda è solo un ripiego, ben altri dovrebbero essere i diritti storici della Vda!
Il vizio del "benaltrismo" non è dunque solo appannaggio e retaggio della Sinistra estrema, approssimativa e parolaia, immortalata dai personaggi di Corrado Guzzanti.
Le parole dell'onorevole Nicco suonano dunque oscene e provocatorie in una regione cui lo Stato italiano ha incanalato risorse a dismisura.
Terza notizia: domenica scorsa il sindacato etnico dell'Union, il Savt (syndicat autonome travailleurs valdotains,) ha organizzato un incontro internazionale per raggruppare i sindacati delle minoranze europee.
Scopo del convegno, elaborare una piattaforma di richieste per i sindacati delle "nazioni senza stato", come recitano le teorie separatiste. Sono così intervenute delegazioni basche, della Catalogna, della Bretagna, della Corsica, della Nuova Caledonia, della Martinica e Guadalupa.
Da oltre 30 anni questa è la politica "culturale" della Vda, ricettacolo di tutti i separatismi mascherati dalla sollecitudine e dalla generosa dabbenaggine buonista della Sinistra per le "lingue tagliate".
Auspice e levatrice del nuovo movimento il deputato Roberto Nicco, eletto nel collegio uninominale valdostano grazie ai voti del Pd, con il quale ora è in rotta aperta.
Dunque processo positivo in quanto segnale di coagulazione delle forse di centrosinistra?
Piano, in Valle come in Sicilia mai niente è come sembra.
Sui contenuti culturali innovatori del nuovo raggruppamento Alpe propongo tre notizie, fra loro collegate, per far capire cosa sia la Vda e quale il suo clima politico.
La scorsa settimana è mancato Vincent Treves, personaggio cui la Stampa ha dedicato il seguente titolo : "addio al partigiano separatista, fu incarcerato per il suo annessionismo alla Francia, durante la Resistenza approdò al gruppo Mont Blanc".
Non un semplice articolo, ma uno spartiacque epocale: la prima volta, dopo 70 anni di ipocrisie della storia ufficiale, in cui su afferma a chiare lettere che una parte del movimento partigiano era composta da separatisti filo-francesi, finanziati dai Servizi di De Gaulle.
E che autonomismo e separatismo erano e sono concetti differenti.
Seconda notizia: Roberto Nicco, deputato del centro-sinistra alla Camera con i voti del Pd così ha ricordato Treves su di un giornale locale."le idee per le quali ti sei battuto e hai sofferto, il sogno di una Vda che possa amministrarsi in piena autonomia e libertà, sono tuttora viventi".
Il che, se le parole hanno un senso, significa che queste condizioni non sono ora presenti per le istituzioni valdostane nel territorio della Repubblica.
E che lo Statuto Speciale della Vda è solo un ripiego, ben altri dovrebbero essere i diritti storici della Vda!
Il vizio del "benaltrismo" non è dunque solo appannaggio e retaggio della Sinistra estrema, approssimativa e parolaia, immortalata dai personaggi di Corrado Guzzanti.
Le parole dell'onorevole Nicco suonano dunque oscene e provocatorie in una regione cui lo Stato italiano ha incanalato risorse a dismisura.
Terza notizia: domenica scorsa il sindacato etnico dell'Union, il Savt (syndicat autonome travailleurs valdotains,) ha organizzato un incontro internazionale per raggruppare i sindacati delle minoranze europee.
Scopo del convegno, elaborare una piattaforma di richieste per i sindacati delle "nazioni senza stato", come recitano le teorie separatiste. Sono così intervenute delegazioni basche, della Catalogna, della Bretagna, della Corsica, della Nuova Caledonia, della Martinica e Guadalupa.
Da oltre 30 anni questa è la politica "culturale" della Vda, ricettacolo di tutti i separatismi mascherati dalla sollecitudine e dalla generosa dabbenaggine buonista della Sinistra per le "lingue tagliate".




Nasce Alpe, non muore mai il separatismo valdostano





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