Qualche lacrima gli è anche scesa quando, ricordando i compagni di strada Claudio Sabbatini, Massimo Ranghino e Elvira Russo, Giorgio Airaudo ha salutato la platea dei delegati del congresso provinciale della Fiom-Cgil: «Grazie per avermi concesso la possibilità di ricoprire il ruolo di segretario qui a Torino, che considero uno degli incarichi più alti per un sindacalista». Airaudo, nominato per la prima volta nel 2002 alla guida delle tute blu torinesi, lascia così la segreteria provinciale, avendo terminato i due mandati a disposizione: nel suo futuro potrebbe esserci la segreteria regionale o quella nazionale della Fiom. Domani invece, i delegati al congresso sceglieranno il successore: in lizza Federico Bellono, attuale segretario di Ivrea, oppure Vittorio De Martino, numero uno a Mirafiori. «Ma non sarà una battaglia – spiega Airaudo – L'attuale gruppo dirigente è unito e coeso: sceglieranno loro». La Fiom che Airaudo consegna in dote è «un sindacato che sta vivendo una fase di passaggio: alcuni funzionari storici, come Fabio Carletti e Doriano Ravarino, se ne vanno, e io che ho 50 anni non posso rappresentare il futuro». E sui problemi che i metalmeccanici dovranno affrontare il primo è quello del contratto «perché se il nuovo sistema di regole non regge alla prova del rinnovo dei metalmeccanici vuol dire che è fallito»; e anche l'unità sindacale «non può essere ricercata a tutti i costi: dobbiamo imparare a prendere posizioni autonome», semmai servono «regole democratiche certificate per chiamare al voto i lavoratori e sciogliere le divisioni tra i sindacati», regole che i «metalmeccanici avevano ma che ci sono state scippate con l'ultimo rinnovo: per questo consideriamo questo contratto illegittimo». E su Fiat, Airaudo spiega che «i prossimi problemi si avranno in Iveco e Chn, che da troppo tempo sono in cassa, e però non possono essere i lavoratori a pagare i costi della permanenza in Italia di una Fiat che guarda più agli Stati Uniti che al nostro paese». E ancora su Fiat, Airaudo ha annunciato «una serie di iniziative per ricordare la sconfitta del 1980: vogliamo costruire un centro di documentazione su quella vicenda e ci piacerebbe che il "consiglione" tornasse per una volta a riunirsi»: e a testimoniare questo impegno, fuori dal congresso è appeso il drappo rosso con il volto disegnato di Marx, che gli operai di Mirafiori avevano appeso davanti alla porta 5 durante i 35 giorni.
In mattinata il congresso era stato aperto dal rettore del Politecnico, Francesco Profumo che ha sottolineato il legame fondamentale per un futuro di sviluppo tra industria e ricerca, fabbrica e università, e che regalato a Airaudo l'iscrizione alla facoltà di ingegneria meccanica. Poi ci sono stati i saluti del sindaco Sergio Chiamparino e di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, di Donata Canta, segretario della Cgil torinese, e la relazione finale di Gianni Rinaldini, segretario Fiom nazionale.




Airaudo lascia la Fiom





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