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Per il lavoro decente lavoratori ed imprese protagonisti

Operai Alcoa in lotta
di Paolo Fallico

"Per il lavoro decente" è la denominazione dell'incontro organizzato dal Partito Democratico, sabato 20 marzo alle ore 10 a Torino, in corso Sebastopoli 123. Tra i vari relatori sono intervenuti il sindaco Sergio Chiamparino, il segretario nazionale PD Luigi Bersani, la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, il vicepresidente della commissione Lavoro del Senato Tiziano Treu, l'economista Stefano Fassina, l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano e la deputata PD Raffaella Mariani. Ha presieduto il dibattito Gianfranco Morgando, segretario regionale PD.

"Abbiamo introdotto elementi di protezione del lavoro per rispondere alla crisi Eutelia e Motorola, abbiamo sostenuto la Fiat, sin dal 2005, e poi la Bertone e la Pininfarina. Promuoviamo ricerca e studio, finalizzati allo sviluppo industriale" dice Chiamparino, il primo ad intervenire, e prosegue: "Ci confrontiamo anche con la rabbia dei lavoratori, la paura di perdere il lavoro, la difficoltà di trovarlo".

Saitta, presidente della Provincia, fa riferimento all'utilizzo degli impianti delle Olimpiadi invernali ed all'organizzazione per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. "Torino ed il Piemonte rivendicano il loro ruolo di primo piano in seno alla nazione e rifiutano la lombardizzazione voluta dalla Lega di Roberto Cota" aggiunge ancora Saitta, tra gli applausi della platea del PalaIsozaki.

Stefano Fassina, tra i più acclamati, ricorda che ci sono più di 200 tavoli di crisi aperti presso i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. E sottolinea le difficoltà di accesso al credito per gli imprenditori, specie nell'agricoltura, nell'edilizia e nel settore manifatturiero. "700.000 disoccupati in più dall'inizio della crisi" aggiunge ancora con amarezza, precisando che il governo Berlusconi non contiene adeguatamente l'evasione fiscale e dimentica la piccola-media impresa. La Lega, sempre secondo Fassina, parla di federalismo ma non promuove un rinnovamento del sistema fiscale. "Così non si aiuta la flessibilità, il costo del lavoro tutelato rimane doppio rispetto a quello precario, calpestando la dignità dei cittadini e negando l'inalienabile diritto all'autonomia economica ed al lavoro stesso".

Intervengono poi sindacalisti di aziende in crisi, come Alcoa in Sardegna, ed Italtel di Milano, con 400 posti di lavoro in pericolo, che segna il quasi totale abbandono della banda larga e l'agonia delle telecomunicazioni in Italia.

Ma inquietudine viene anche segnalata dagli imprenditori come Scalenghi, che si chiede se in Italia ci sia ancora volontà di puntare sul manifatturiero. Si è parlato anche delle gravi difficoltà dei professionisti, toccati duramente dalla crisi, e della situazione drammatica della ricerca universitaria, la fuga all'estero dei cervelli, unica alternativa al precariato per i ricercatori.

Mercedes Bresso, applauditissima, accusa Berlusconi di sfuggire i problemi, pensando solo al suo reddito e non a quello degli italiani. La presidente è sicura della vittoria alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, perché il centrosinistra ha governato il Piemonte con giustizia, in difesa delle famiglie, del lavoro e delle politiche energetiche. "E continuerà ad impegnarsi nel settore sanità, per il futuro dei giovani, nel sostegno alle imprese; la regione non sarà colonizzata dalla Lombardia, come vuole il leghista Cota" conclude nell'entusiasmo generale.

Conclude la serie Pier Luigi Bersani: Parla della grande forza e senso di unità del PD, ironizzando sul pasticcio della lista Pdl nel Lazio. "Il PD è un grande partito fondato sul lavoro, non un partitello fatto sul predellino" afferma il segretario nazionale tra gli applausi divertiti del PalaIsozaki: Bersani sottolinea che le regole costituzionali vengono prima del consenso, e non si devono fare pressioni sugli organi di garanzia – in riferimento alle telefonate di Berlusconi a Innocenzi intercettate dalla GdF. Bersani ha concluso ricordando i tagli operati dalla destra su scuola e ricerca, i mancati aiuti all'imprenditoria, ai lavoratori ed alle famiglie, e condannando lo scudo fiscale: "Un vero condono per reati ed evasione fiscale". Il segretario promette all'auditorio la fondazione di un nuovo umanesimo e la lotta per evitare i contraccolpi del tramontante berlusconismo.

Applausi a scena aperta, mentre all'esterno è già pronto il pullman ("Forza Piemonte") che porterà Mercedes Bresso in giro per la regione, nel suo duro duello elettorale con il leghista Cota.

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