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Giovani e laureate le donne vittime di violenza

Aumentano lievemente, rispetto allo scorso anno, le vittime di violenza in possesso di una laurea e diminuisce la percentuale di donne vittime con basso livello di scolarizzazione, confermando così che tutte le donne, di qualsiasi estrazione sociale o provenienza, sono esposte al rischio di violenza. È quanto emerge dal Rapporto 'Le voci segrete della violenza 2009', Ricerca sulla fenomenologia della violenza sommersa contro le donne italiane e straniere, messo a punto dall'Osservatorio di Telefono Rosa e presentato oggi a Roma.
I dati del Rapporto, raccolti attraverso schede relative alla situazione di donne italiane o straniere vittime di violenza o maltrattamenti che nel 2009 si sono rivolte spontaneamente a Telefono Rosa, riguardano un campione pari a 1782 casi. Di questi, 1503 sono relativi a vittime di nazionalità italiana mentre 278 a vittime di nazionalità straniera.
Secondo la fotografia scattata dal Rapporto di Telefono Rosa, nel caso delle italiane, le vittime di violenza si concentrano nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni e un numero consistente anche nella fascia più adulta mentre nel caso delle straniere il 67% delle violenze si è consumato su donne tra i 25 e i 44 anni.
Come negli anni passati anche nel 2009, fa sapere Telefono Rosa, si conferma una grande presenza di vittime in possesso di titoli di studi medio-alti: si riduce infatti al 29% la percentuale di donne con basso livello di scolarizzazione. Nell'ultimo anno è in lieve aumento il numero di donne vittime di violenza in possesso della laurea.
Guardando alle informazioni sulla professione delle vittime, in cima alla sfortunata classifica ci sono le impiegate (21%), in particolare le italiane in relazione alle quali la percentuale raggiunge il 24%. Seguono le casalinghe, che tra le straniere raggiungono il 24% delle vittime, e le disoccupate (16%). Riguardo alle vittime straniere c'è anche un 30% di colf e badanti.
In lieve incremento le testimonianze di donne vittime di violenza tra le separate o le nubili soprattutto italiane ma resta comunque predominante la violenza subita dalle coniugate: nel 2009 questa percentuale raggiunge il 50% dei casi tra le italiane e il 55% delle straniere. Nel 2009 aumenta la percentuale delle coniugate che hanno optato per il regime della separazione dei beni, pari al 39%. Ma, sottolinea Telefono Rosa, il 40% delle donne vittime di violenza non gode di indipendenza lavorativa. Tra queste il 32% ha lasciato il lavoro dopo il matrimonio, per seguire i figli oppure occuparsi della famiglia.
Un altro elemento che non lascia molto margine di ribellione è il fatto che il 79% delle donne che si sono rivolte spontaneamente a Telefono Rosa dichiara di avere figli che, nel 66% dei casi, non hanno raggiunto la maggiore età.

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