di Luisella Zanino
Dalla fine del 2009 Varallo accoglie i suoi visitatori con questi enormi cartelli, posti a tutti gli ingressi in Città.
Varallo? Varallo Sesia per le ferrovie di stato che se no ci si confonde con Varallo Pombia.
Ottomila abitanti, nordest piemontese, capoluogo della Valsesia.
Quella valle lassù, nella punta in alto del Piemonte sulle carte, quasi un'appendice aliena di quel bel quadratone. La valle dove nasce e scorre il Sesia , affluente del Po da imparare a memoria alle elementari, come una litania. " Dora Baltea, Dora Riparia, Adda, Oglio, Mincio, Orco, Sesia..."
Quella valle lassù nelle Alpi , e che Alpi! niente meno che il Monte Rosa, strizzata fra Svizzera, Valle D'Aosta, Lombardia. "Ma-Con-Gran-Pena-Le-Re-Co-Giù"
Un posto strano la Valsesia, col sole avaro .
Un posto che se non ci sei nato non lo capisci mica. E anche se ci sei nato fai fatica a capirlo .
Un posto che ci vai solo se ci vuoi andare, mica di passaggio, si direbbe.
E invece no: esistono storie di frontiera e di emigrazioni anche in quel posto sperduto.
Fino a qualche decennio fa persino un passaggio di contrabbandieri con la Svizzera, attraverso quel monte mastodonte.
Valsesiani briganti!
E antiche leggende - epica Valsesiana estrema- raccontano addirittura di un Annibale coi suoi elefanti. Di sicuro c'è stato passaggio di germanici, il popolo Walser che poi si è insediato in alta valle. Saranno stati eroi, guerrieri barbari o briganti i Walser, cui si racconta in molte famiglie valsesiane , con avi giganti dai capelli rossi come la mia , d'esser discendenti ?
Un posto antico, la Valsesia, un popolo antico, che fino a poco tempo fa ha mandato emigranti in tutto il mondo, spinti dal bisogno direbbero i sociologi , dal desiderio di vedere cieli più vasti direbbero i poeti.
Un posto che nel capoluogo e dintorni ha prodotto grandi artisti (Tanzio da Varallo, Gaudenzio Ferraris)e grandi ispirazioni mistiche ( Bernardino Caimi e il suo Sacro Monte), coraggiose ribellioni( Valsesia medaglia d'oro per la resistenza) e allegre trasgressioni (un carnevale storico), grandi opere architettoniche (gioielli urbanistici, magiche chiese romaniche e non , vicoli, ponti ) e grande cultura (un liceo classico dal 1573), grandi imprenditori (Vincenzo Lancia, Pietro Loro Piana) e grandi conventi ( seminario della consolata, frati francescani, frati domenicani, suore di clausura, suore di san Vincenzo e molti altri di cui ho perso la memoria ).
Un posto con forte radicamento alle proprie tradizioni e ai propri veli. La mia prozia Caterina ha portato, il costume valsesiano fino alla morte, quindici anni fa, con il suo fazzoletto nero in testa e i suoi puncetti . Si vestiva "da civile", la zia, solo per andare in Francia in visita al fratello e ai parenti emigranti .
Sono sempre stata orgogliosa di esser nata proprio lì, culla di quella cultura piena di storia, tradizioni, arte, conoscenza, sociologia, politica, filosofia e religione.
Grande cultura per un posto così piccolo, cultura intesa come "coltivare vasti campi", quella che accoglie, accetta e non rende alieno o nemico chi è diverso.
Come è possibile dunque che a Varallo da ben tre anni un'ordinanza comunale vieti l'ingresso in città ai mendicanti, "vuccumprà" e alle portatrici di burqa e affini?
Dal 2009 enormi cartelli posti agli ingressi in città, sottotitolati in arabo, ricordano a tutti questo encomiabile divieto, con tanto di firma del Primo Cittadino.
La multa prevista per i trasgressori pare sia 500 euro.
Si commenta da sé, come ossimoro, il divieto di ingresso agli emigranti in una città di emigranti.
Siamo peraltro consapevoli, col Sindaco, che il burqa è una delle tante violenze sulle donne, una violenza da condannare e una battaglia culturale da compiere. Ragione di più per condannare quei grossolani cartelli rivolti alle vittime costrette a portarlo, vittime cancellate da una enorme e aggressiva X rossa , incivile e violenta.
Stessa abominevole X rossa per cancellare i "vuccumprà", gergale da ordinanza?, e i mendicanti. Cristo mendicante entrato in Varallo e al suo Sacro Monte sarebbe stato multato o messo agli arresti, per dirla con Don Gallo ?
Con quale torpore i cittadini varallesi laici o cristiani e l'ancora nutrito clero varallese stanno accettando da anni quei cartelli senza un fiato?
Stanno forse dormendo? Dormire, sognare...forse morire?
Da medico azzardo una diagnosi: forse hanno solo fatto indigestione, vista la creatività del Primo Cittadino che una ne pensa e cento ne fa. Al deputato leghista Gianluca Buonanno, plurisindaco, la fantasia infatti non manca di certo, oltre che una grande efficienza , ammettiamolo!
Andiamo dalla distribuzione scontata del Viagra ai Varallesi "per renderli felici" all'assessorato alla dieta con tanto di premio in denaro per ogni tot di chili persi, dalla gara per il Guiness col salame più lungo del mondo o la meringata da centinaia di metri alle sagome di cartone di vigili con la sua faccia o quella di Maroni, ai cartelloni pubblicitari da Gardaland del misticismo in cui il Sindaco abbraccia le statue del Sacro Monte insieme a Sgarbi...
Per dirla alla Sebastiano Vassalli (cfr Corriere della Sera del 19 gennaio scorso ) una "Buonanneide" di cui i varallesi han fatto probabilmente un'abbuffata e che la classica reazione vaso-vagale da indigestione obbliga a rimanere quasi immobili... per digerire.
Una digestione lenta e difficoltosa, ma alla fine alcuni si stanno scuotendo dal torpore postprandiale per chiedere - era ora- di rimuovere quei cartelli, raccogliendo firme per un ritorno al buon gusto, oltre che alla civiltà.
Per la raccolta firme: www.firmiamo.it/rimozione-dei-segnali-di-intolleranza-a-varallo-sesia