di Elisa Bellardi
È ufficiale: l'Italia e la Francia hanno firmato l'accordo riguardante la Tav. Sul tavolo, la spartizione dei costi, ma non solo. È quanto si apprende dal ministro francese dei Trasporti, Thierry Mariani, oggi a Roma.
In particolare, si legge nella nota diffusa da Parigi «questo accordo addizionale definisce le condizioni di realizzazione di questo progetto volto verso l'avvenire dell'Europa, per la Francia e l'Italia e per le regioni coinvolte Rhone-Alpes e Piemonte». Diversi i punti presenti nel documento firmato a Roma: dal tracciato definitivo del progetto che, almeno in teoria, tiene conto delle «evoluzioni intervenute sul versante italiano per migliorare il suo inserimento nell'ambiente naturale e umano». Già, peccato che a chi la Tav proprio non la vorrebbe non venga data voce in capitolo.
Poi, le varie tappe della costruzione, con una prima fase che si concluderà con le stazioni di Saint-Jean-de-Maurienne in Francia e di Susa in Italia. Infine, le modalità di governante del progetto e la ripartizione dei costi.
Così, il progetto di tratta ferroviaria tra Torino e Lione fa un ulteriore passo avanti. Nonostante le diecimila persone che sabato manifestavano nelle strade del capoluogo piemontese contro questo progetto. Torinesi, valsusini, ma anche delegati delle altre regioni del Nord Italia, tutti uniti contro quel treno ad alta velocità in grado di devastare una intera valle, oltre che le già povere finanze dell'Italia.