di Elisa Bellardi
Meno male che dovevano essere d'accordo su tutto. Pd e Pdl, uniti nel decidere di cambiare la legge elettorale - il cosiddetto "Porcellum" di Calderoni - sul perché e sul con quale sistema brancolano nel buio. Così l'entusiastica condivisione di intenti preannunciata per il tanto millantato incontro è durata lo spazio di un istante. E, qualche ora dopo, sono cominciati a volare i primi distinguo.
Pochi punti fermi e tante polemiche, quindi. Si parla di evitare la frantumazione della rappresentanza parlamentare e mantenere un impianto tendenzialmente bipolare. Su questo, le posizioni di Pd e Pdl convergono. Sono però bastate le parole di Ignazio La Russa, che comunicavano l'intesa raggiunta con la Lega nel «correggere i limiti individuati dal Porcellum» a scatenare le reazioni del Partito Democratico, che la legge la vuole nuova. Mentre manca ancora l'incontro con il Terzo Polo, che si preannuncia un tasto dolente, dal momento che Pierferdinando Casini è fortemente contrario al bipolarismo.
Roberto Calderoli, padre della legge elettorale, ha ribadito invece la posizione della Lega: «Si sentono troppe chiacchiere in libertà sulla legge elettorale, per cui è bene fare chiarezza – ha detto l'ex ministro – La Lega è categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si affronta la materia elettorale. Non vorrei dover pensare che il dibattito sulla legge elettorale serva soltanto ad evitare la riduzione del numero dei parlamentari». Gli ha fatto eco Umberto Bossi: «Se vogliono cambiare la legge, la cambiano. Per noi prima bisogna diminuire il numero dei parlamentari» queste le parole del leader del Carroccio.
Di Pietro, da parte sua, sembra non prendere sul serio la momentanea e molto precaria convergenza tra Pd e Pdl: «Riteniamo pericolosi e oscuri per la democrazia questi incontri da sottoscala fatti non alla luce del sole» ha detto il leader dell'Idv per annunciare che non parteciperà alle consultazioni promosse dal Pdl sulla riforma elettorale, mentre invece una delegazione dell'Idv incontrerà il Pd.
Insomma, di certo c'è solo la volontà di tornare a un sistema che permetta ai cittadini la scelta diretta dei loro rappresentanti. «Le delegazioni di Pd e Pdl - si legge nel comunicato stampa - hanno innanzitutto convenuto sulla necessità di utilizzare quest'ultima parte della legislatura per procedere rapidamente a riforme idonee a dare credibilità e forza al sistema politico e istituzionale». In che modo, si è ancora ben lontani dal saperlo.