Qualcosa non torna nelle tariffe dell’Associazione Commercianti Balon che gestisce gli eventi dei mercatini periodici del “Balon del sabato” e del “Gran Balon” che come mostra l’interpellanza presentata in consiglio comunale dalla consigliera Pd Chiara Foglietta avrebbero chiesto tariffe aumentate prima della delibera che desse ufficialmente il via libera ai rincari. Fatto di cui la stessa amministrazione sarebbe stata a conoscenza senza avere troppa fretta di correre ai ripari.
Infatti la delibera di giunta in cui si stabilisce la possibilità per gli attuatori dei Mercati periodici tematici “di adeguare il contributo da chiedere ai partecipanti al mercatino previa comunicazione alla città che evidenzi e giustifichi i nuovi costi organizzativi e successiva approvazione formale da parte della Città” è discussa nella seduta del 4 settembre 2018 ed è entrata in vigore il 28 dello stesso mese.
Ma a quanto pare già in estate l’Associazione Commercianti Balon aveva applicato rincari alla tariffa per operatori non professionali di 20 euro (compresa di iva e suolo pubblico) per il “Balon del sabato” e di 70 euro per il “Gran Balon”. Addirittura i reclami giunti sulla scrivania dell’assessore al Commercio Alberto Sacco sono datati luglio e agosto e lo stesso assessore ha incontrato il presidente dell’Associazione per chiedergli spiegazioni a fine agosto.

«La delibera di Giunta che autorizzava l’aumento è arrivata – spiega Foglietta – ben 5 mesi dopo, il 27 novembre, dopo che il Comune ha ricevuto diversi reclami da parte di ambulanti. Di fatto sono stati riscossi da parte dell’Associazione Commercianti Balon soldi senza che il Comune avesse autorizzato il tutto per alcuni mesi». Ma non solo. Per Foglietta le motivazioni con cui si giustificano gli aumenti sono discutibili a fronte di rincari importanti: «Ho chiesto all’assessore chi ha condotto l’istruttoria in Comune per verificare che le motivazioni che sottendono il rincaro siano veritiere. Pare, infatti, che l’associazione abbia aumentato le tariffe in corrispondenza all’aumento del carico di lavoro. Spetta, infatti, all’Associazione verificare che gli ambulanti non professionali non espongano e vendano merci oltre le 18 volte nella Regione Piemonte, come da legge regionale del 2017, timbrando un apposito cartellino. Il controllo e la timbratura dei cartelli in vista dell’aumento degli espositori avrebbe fatto aumentare i costi di gestione da parte dell’Associazione che si sarebbe rivalsa sugli ambulanti. Ho chiesto ancora all’assessore chi ha controllato che l’associazione timbri realmente i cartellini.  Al solito non ho ricevuto risposte adeguate».

La consigliera Pd ha anche sostenuto l’importanza di incentivare «l’attività del Balon e che eventuali limitazioni alle attività dovute a questioni economiche vengano accuratamente gestite dal Comune nell’ottica di una gestione del territorio attenta e  di prospettiva, non lasciate all’attività non verificata di un’associazione».