Un siparietto niente male, quello che si è tenuto il fine settimana scorso a Roma.
Una convention dai tratti chiaramente neofascisti che ha visto come oratori elementi di prima scelta del calibro di Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord, con al suo fianco l’angelo nero Stefano Della Chiaie. A completare il quadretto Gabriele Adinolfi, Bruno Di Luia e Adriano Tilgher.
Insomma una reunion di fascisti, solidali e nostalgici, che hanno avuto dei ruoli “particolari” nella storia del nostro Paese. Il lato più oscuro, verrebbe da dire, nella stagione delle bombe nelle piazze e sui vagoni.
E della serie “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” ecco l’eurodeputato Borghezio, forse memore delle sue origini, visto che proprio con l’estremismo nero ha incominciato a far politica, non solo ha partecipato, ma ha anche parlato, invitando alla rivoluzione.
Ma prima di spiegare quanto accaduto a Roma, per dovere verso la storia d’Italia, meglio rinfrescare la memoria. Di Borghezio i meno anziani sanno praticamente tutto grazie alle sue uscite e azioni razziste, volgari e xenofobe come ad esempio la disinfestazione dei treni su cui avevano viaggiato i “negher”. Borghezio è stato anche condannato in via definitiva per aver appiccato l’incendio nel 2000, al termine di una fiaccolata del “Coordinamento Piemonte dei volontari verdi”, ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino.
Invece i curriculum dei camerati Delle Chiaie e Tilgher sono ricchi. Dentro ai fascicoli giudiziari, tra condanne e assoluzioni, c’è veramente la notte della Repubblica (come scrisse qualcuno). Le amicizie dei due neofascisti arrivano fino al dittatore cileno Pinochet, che utilizzò delle Chiaie nell’Operazione Condor contro gli oppositori del regime, passando per Junio Valerio Borghese, il principe nero, comandante della X Mas, ideatore del golpe che porta il suo nome.
Ma non solo: massoneria, P2, stragi di Stato, Licio Gelli e servizi segreti. Non manca nulla appello, sotto il runico drappo rosso bianco nero, simbolo della Gioventù hitleriana, adottato da Avanguardia Nazionale.
Insomma ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su questi neri figuri. Nostalgici, non solo del Ventennio, ma proprio degli anni dell’estremismo neofascista. E Borghezio, probabilmente sentendosi nuovamente a casa, si sbottona. Il leghista con fare ossequioso si rivolge a Della Chiaie, lo chiama “comandante” e poi li invita a fare qualcosa per liberare Roma da «immigrati e immondizia»: «Se date il via a iniziative di questo genere, io sarò con voi e alla prima ronda ci voglio essere».
«E allora comandante – conclude Borghezio – quando il nostro popolo sente il bisogno di una rivoluzione nazionale, noi dobbiamo metterci alla guida di questa rivoluzione. Questo è il compito anche tuo!». Tutto filmato e pubblicato dal Fatto Quotidiano. Ma ad oggi nessuno ha ancora detto nulla su quanto accaduto, anche se meriterebbe un’inchiesta da parte della magistratura.

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