Dopo il rinvio dell’assemblea dei soci di mercoledì scorso diventa più nebuloso il futuro del Caat, il centro agroalimentare di Torino, sul quale pendono diverse questioni e sempre meno tempo per risolverle: non solo il contenzioso sul contributo per lo smaltimento dei rifiuti, ma anche il rinnovo dei contratti che scadranno a novembre 2019 e la cui disdetta è stata già inviata ai grossisti a dicembre 2018.

E se ad aver fatto saltare la seduta sarebbe stata solo una «normale richiesta di documentazione» come spiega a Nuova Società l’assessore al Commercio Alberto Sacco, a preoccupare è un calendario non favorevole. Tra Pasqua, 25 aprile e Primo Maggio le prossime due settimane difficilmente potranno essere utilizzate per una nuova seduta e il 17 maggio è già stata convocata l’assemblea per l’approvazione del Bilancio. Certo si potrebbe integrare l’ordine del giorno, ma anche in questo caso si sarebbe perso un mese esatto.

Una dilatazione di tempi che potrebbe avere ripercussioni spiacevoli sulle oltre 50 cause dei grossisti che si rifiutano di pagare per lo smaltimento rifiuti degli spazi comuni. Un contenzioso iniziato nel 2016 ma a cui fino ad ora i giudici hanno concesso tempo nella speranza che si riuscisse a trovare un accordo. Eppure il rinvio dell’assemblea dei soci potrebbe far perdere la pazienza e vedere sfumare la risoluzione pacifica in tempi ragionevoli.

«L’incontro di mercoledì scorso sarebbe stato molto importante perchè potevamo fare un passo in avanti nella risoluzione del conflitto e iniziare a pensare ad altre questioni come i contratti» ci spiega Stefano Cavaglià, presidente di Apgo, l’Associazione piemontese grossisti ortofrutticoli che associa l’85 per cento degli operatori. «Noi ci siamo anche dichiarati disponibili a una mediazione: nel senso che eravamo pronti ad ascoltare le proposte che venivano fatte e riportarle ai grossisti in causa che avrebbero valutato se accettarle o meno, anche alla luce di fattori come i costi legali e i tempi spesso non rapidi della giustizia».

E invece tutto resta fermo. Così come ancora nessuna certezza vi è sul futuro dei contratti che scadranno tra sei mesi, ma già disdetti come prevedere la normativa con dodici mesi di preavviso. Contratti che interessano 80 aziende, con un personale di circa 1500 unità e un fatturato pari a mezzo miliardo di euro. «Il rinvio dell’assemblea ha allungato i tempi per tutto, anche per il rinnovo dei contratti, mentre noi avremmo già voluto parlare del futuro – aggiunge ancora Cavaglià – Al momento abbiamo in mano solo un contratto che a novembre non avrà più valore e così è difficile guardare al futuro con serenità e fare dei programmi».

A rasserenare i grossisti ci pensa l’assessore Sacco per il quale «non c’è nessuna fretta, abbiamo tempo da qui a novembre e il Comune ha una lista di problemi ben più lunga. La questione Caat slitta solo di qualche settimana». Intanto però la consigliera comunale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione commercio Maria Grazia Grippo ha già presentato una richiesta di comunicazioni in Aula: «La giunta venga a dirci se e quando l’assemblea si farà e chi e perchè ha chiesto il rinvio della seduta già in programma. Checché ne dica l’assessore il tempo stringe e sul futuro del Caat i grossisti chiedono certezze», conclude Grippo.