È stata approvata questa mattina la nuova legge sulla caccia della Regione Piemonte, nonostante il voto contrario di M5s, Mns, Fi, Fdi e Lega Nord.

Il disegno di legge sulla ”Tutela della fauna e gestione faunistico-venatoria in Piemonte” sostituisce la legge 70 del 1996 e abrogata nel 2012.

Tra le principali novità della legge il divieto di caccia durante le domeniche del mese di settembre e la tutela delle specie tipiche della fauna alpina e degli uccelli protetti da direttiva comunitaria. Infatti, sono state inserite quindici nuove specie animali non cacciabili: fischione, canapiglia, mestolone, codone, marzaiola, folaga, porciglione, frullino, pavoncella, combattente, moriglione, allodola, merlo, pernice bianca, lepre variabile.

Inoltre, il testo approvato a palazzo Lascaris prevede l’aumento della superficie venatoria minima degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, l’obbligo di una prova di tiro per la caccia di selezione e la possibilità di commercializzare gli animali abbattuti.

Soddisfazione da parte del governatore Sergio Chiamparino che spiega come la legge approvata dia «al Piemonte una regolamentazione dell’attività venatoria, senza alcun intento punitivo verso i cacciatori e nel pieno rispetto della tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini».

Per l’assessore alla Caccia Giorgio Ferrero la normativa regionale è «innovativa, perché coniuga la tutela della fauna con l’attività venatoria, aggiornandola ai nuovi scenari che si sono determinati con il proliferare della fauna selvatica dannosa non solo alle coltivazioni, ma anche alla incolumità dei cittadini, penso ai cinghiali e ai caprioli».

Equilibrio è la chiave di lettura di questa legge per il presidente della Commissione caccia, Raffaele Gallo: «Il tema dell’attività venatoria è stato uno degli argomenti più difficili e complicati che abbiamo trattato in Terza Commissione, ma nonostante questo non mi sono mai sottratto al confronto, all’analisi e all’approfondimento di tutte le richieste e di tutte le istanze pervenute. La legge ha parecchi elementi innovativi e non è a favore di nessuno e non è contro nessuno. È a favore di un equilibrio tra le varie istanze del mondo agricolo, ambientalista e venatorio e credo sia una buona legge, destinata a durare nel tempo».