Il sottosegretario all’Economia Laura Castelli è stata ascolta dai magistrati che indagano sulla vicenda del presunto ricatto che l’ex portavoce di Chiara Appendino, Luca Pasquaretta, avrebbe compiuto ai danni della sindaca per avere un nuovo lavoro.

La Castelli si è presentata in Procura a Torino per rispondere come persona informate dei fatti, visto che Pasquaretta andò a lavorare per lei, dopo le dimissioni da Palazzo di Città, quando venne iscritto al registro degli indagati per concussione, in relazione a una consulenza da cinque mila euro per il Salone del Libro 2017.

«Come ho detto dal primo momento piena fiducia nella magistratura e piena disponibilità –  ha detto Laura Castelli – Altro non posso dire per motivi di riservatezza delle indagini in corso».

Dopo l’avviso di garanzia per estorsione, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite, la Castelli ha interrotto immediatamente il rapporto di collaborazione con Pasquaretta.

Al termine dell’audizione, durata due ore,  i giornalisti presenti a Palazzo di Giustizia Bruno Caccia sono stati allontanati dai carabinieri.

«Perché il vice-ministro Laura Castelli ha avuto bisogno di evitare i giornalisti all’uscita dal Palazzo di Giustizia di Torino? – domanda il deputato Pd Silvia Fregolent – Se la Castelli non aveva niente da temere – afferma Fregolent – perché non rispondere ai giornalisti? Qualunque sia la risposta l’episodio certifica che sono bastati pochi mesi di Governo perché i paladini della trasparenza passassero dallo streaming ai silenzi imbarazzati, con tanto di cacciata dei giornalisti».

«Ora si capisce meglio – aggiunge – anche perché abbiano tagliato i fondi a Radio Radicale e alla stampa libera: che abbiano paura dell’informazione non controllabile?».

«Quanto accaduto negli Uffici giudiziari di Torino è davvero gravissimo. Questi esponenti di 5 Stelle vogliono proprio somigliare a Maduro – commenta Walter Verini, deputato del Partito democratico e componente in Commissione Giustizia – I giornalisti sono stati allontanati dai carabinieri per impedire di chiedere al viceministro Castelli notizie circa la sua deposizione sulla opaca e oscura vicenda, che vede protagonista l’ex-collaboratore del Sindaco Appendino e della stessa Castelli, al centro di una inchiesta giudiziaria dai contorni inquietanti».

«Castelli, rifiutandosi di rispondere ai giornalisti e addirittura facendoli allontanare dai carabinieri, dimostra un disprezzo per la libertà di informazione e il lavoro dei giornalisti».