La sindaca Chiara Appendino verso il rinvio a giudizio per la vicenda Ream con l’accusa, secondo i pm Enrica Gabetta e Marco Gianoglio di abuso d’ufficio, che si aggiungerebbe a quella di falso ideologico in atto pubblico in relazione al rendiconto di bilancio 2016 e al bilancio di previsione 2017 per i 5 milioni di euro di caparra da restituire a Ream per l’area ex Westinghouse.

A darne notizia gli avvocati della prima cittadina Luigi Chiappero e Luigi Giuliano che hanno ricevuto oggi la notifica di conclusione delle indagini. Atto che preannuncia un possibile rinvio a giudizio.
“Da domani sarà finalmente possibile esaminare tutte le carte del processo sinora coperte dal segreto istruttorio e avviare così un vero contraddittorio” fanno sapere i legali. “Ciò che colpisce da una prima lettura – aggiungono – è che la stessa Procura sembra riconoscere che l’unica finalità perseguita dagli amministratori e dai tecnici sarebbe stata quella di favorire il Comune di Torino”.

Per il team di legali sarebbe scomparso infine ogni riferimento all’induzione in errore posta in essere nei confronti di giunta e consiglio comunale. “In definitiva la vicenda – relativa all’imputazione a bilancio della restituzione della caparra introitata nel 2012 dal Comune di Torino e restituita a inizio 2018 – assume connotazioni prettamente tecniche rispetto alle quali è ferma convinzione dei difensori che l’operato della Sindaca e di tutte le persone coinvolte sia stato assolutamente corretto”.

Nello stesso fascicolo erano stati iscritti anche i nomi dell’allora capo di Gabinetto Paolo Giordana e l’assessore al bilancio Sergio Rolando. Anche per loro si profila lo stesso destino. La prassi ora, dopo la chiusura, è che la difesa ha 20 giorni per preparare una memoria o chiedere di farsi interrogare. Poi la richiesta di rinvio a giudizio con la fissazione dell’udienza preliminare. Ad Appendino, Rolando e Giordana si aggiunge tra gli indagati anche Paolo Lubbia, direttore finanziario.

L’inchiesta era partita da un esposto in procura del capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo e del consigliere Alberto Morano.

Intanto i consiglieri 5 stelle hanno espresso la massima fiducia nella sindaca. “Gli ultimi sviluppi della vicenda Ream assumono contorni paradossali. Oggi, ancor più di prima, su questa vicenda è massima la fiducia nella Sindaca da parte del gruppo M5S. Se la Sindaca deve essere processata per aver avvantaggiato il Comune, e non già se stessa o altri, ma la casa di tutti i cittadini, allora è sulla strada giusta. Tanto più che stiamo parlando della restituzione, più che di una caparra, di una sorta di prestito concesso nel 2012 al Comune da parte della società REAM che non ha nemmeno partecipato alla successiva gara. Prestito, giova ricordarlo, saldato ad inizio 2018 – commenta la capogruppo Valentina Sganga – Chiarisca inoltre l’ex assessore Lo Russo le ragioni per cui negli ultimi giorni del 2012 si sono fatti prestare quei soldi da una società privata, considerato che già nel 2011 erano usciti dal patto di stabilita”.

 

(foto di Alessandro Contaldo)