di Andrea Doi

La campagna elettorale a Torino è entrata nel vivo da tempo, ma fino ad oggi è stata combattuta in modo apparentemente leale. Già, dicevamo fino ad oggi, o per lo meno fino a ieri, quando sull’ormai incontrollabile Facebook è apparso un post dell’onorevole Laura Castelli dei Movimento Cinque Stelle in cui si sollevavano dubbi su una candidata Pd della Circoscrizione 3, Lidia Lorena Roscaneanu.
Secondo la pentastellata questa ragazza avrebbe alle spalle un intero sistema. Ma da dove parte questo sospetto e, per alcuni, questa macchina del fango? Dal fatto che la giovane è dipendente di un bar la cui gestione era stata data in appalto dal Comune a una ditta che era già fallita. Vicenda su cui sta indagando la Procura.
Così sotto quel post il popolo dei social, probabilmente dei filo-grillini, ci ha messo pochi secondi per insultare la ragazza, anche pesantemente: “Sei la badante di Fassino”, “sei l’amante di Fassino” fino a raggiungere espliciti e offensivi riferimenti sessuali. Un vero e proprio linciaggio a cui la giovane ha risposto con una querela indirizzata all’onorevole Laura Castelli e a chi aveva scritto quei commenti.
Immediate è arrivata la difesa della maggioranza Pd alla ragazza. Prima tra tutti Federica Scanderebech che ha espresso la sua solidarietà nei confronti della candidata: «Ancora una volta tocca ripetere che il “linguaggio sessista” è una forma di violenza, sottile e sottintesa, come ogni altro razzismo, è uno strumento di prevaricazione politica e sociale, che vuole relegare le donne, così come le persone Lgbtq, in una condizione di inferiorità».
Anche l’assessore Gianguido Passoni è intervenuto sulla vicenda: «Se questo è il nuovo che avanza io ne sono disgustato – ha detto – e trovo riprovevole che una parlamentare della Repubblica utilizzi la visibilità e l’autorevolezza derivanti dalla sua carica per screditare una giovane lavoratrice, come trovo imbarazzante che non si senta in dovere di cancellare gli insulti che per sua causa questa ragazza riceve da 48 ore almeno». «Vorrei una campagna elettorale nella quale ci si confronti sui contenuti e non una competizione al ribasso condotta sulla pelle delle persone. L’alternativa è sempre meno chiara», aggiunge Passoni.
«Ringrazio tutte le persone che sono intervenute durante queste ore per la vicinanza e la solidarietà», dice Lidia Roscaneanu. «Sono ancora più convinta di quanto vada fatto nelle politiche di integrazione, sul ruolo della donna e della donna in qualità di lavoratrice», conclude la giovane.

 

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