Da una parte la sindaca di Torino “quella meno peggio di Virginia Raggi”, dall’altra l’esponente del Partito Democratico che non ha mai sollevato critiche all’amministrazione grillina e che sogna, secondo molti, di diventare il sindaco del capoluogo.

Ed eccola qua l’asse M5s-Pd di governo riproposta in salsa sabauda.

Alla faccia di chi la faccia in questi anni l’ha messa sempre, evidenziando le criticità torinesi e il malgoverno di Appendino. Sudando sette camicie per non mollare un centimetro, neppure quando nel Paese nasceva il governo giallorosso, restando indifferenti alle telefonate dall’alto che invitavano ad essere più “soft” come opposizione sotto la Mole.

Il volto di chi di Torino ne conosce i problemi e le potenzialità e che a Roma va raramente.

Intanto però da Chiara Appendino tra gli esponenti piemontesi che ha chiamato a raccolta per un incontro bipartisan questo pomeriggio c’era anche lui: Andrea Giorgis, sottosegretario Pd, l’uomo che, come detto, contro Appendino non ha mai pronunciato una sillaba. Mai e poi mai. Anzi. Pare che tra i due ci sia un filo diretto telefonico pressoché settimanale. Non ce ne voglia sottosegretario, ma è così: parlano i fatti, i gesti e le parole. Per quanto riguarda lei i silenzi complici, troppi per chi pensa di essere il prossimo sindaco di Torino.

Gli altri che si sono seduti con la sindaca per parlare dei temi caldi per la città sono i ministri grillini Paola Pisano, ex assessora comunale e Fabiana Dadone. A completare l’asse la sottosegretaria Ms5 Lucia Azzolina. Sul tavolo temi come Cavallerizza e la linea 2 della Metro, in vista della prossima legge di Bilancio.

Incontro informale dicono le agenzie stampa. Il tentativo di fare sistema con chi è già sistema a Roma.

E a quanto pare Giorgis è l’amico giusto per Appendino.

Qualcuno (più di uno in verità) intanto nel Pd storce il naso.

Ad esempio il consigliere Claudio Lubatti: «Ecco che atterra a Torino l’accordo giallorosso, alla faccia delle posizioni del gruppo consiliare e partito provinciale. La Sindaca convoca esponenti del Pd: nessuno ci chiede di conoscere il merito, approfondire, capire i dossier: volete un esempio di risultato? Si costituisce una lobby per i fondi per la Cavallerizza? Ah si… ? E per farne cosa? Boh? Per abbellire la struttura degli occupanti abusivi e riconsegnarla a loro? In un mondo che funziona, un iscritto al Pd, anche se al governo con gli amici della sindaca, prima di farsi incastrare in riunioni di lobby territoriale (dove ad incassare sarà solo la Sindaca che noi combattiamo ogni giorno) magari chiede e studia e condivide. Niente. Il mondo non funziona più così. Forse il Pd. O forse sono solo io ad essere inadeguato ormai chissà», commenta Lubatti.

E siamo solo all’inizio.