Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia è ripartito tra strutture di prima e di seconda accoglienza. Alla prima, coordinata  dalle prefetture locali, fanno capo  gli hotspot e gli hub mentre la seconda, fondata sugli Sprar (Sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), è finanziato dal Ministero dell’Interno e amministrata dai Comuni e da altri enti locali che, con la collaborazione del terzo settore, provvede all’accoglienza e alla tutela dei richiedenti asilo e dei soggetti che usufruiscono di altre forme di protezione umanitaria al fine di agevolare il loro inserimento socioeconomico.

I servizi di accoglienza e di integrazione Sprar comprendono: l’inserimento in strutture di piccole dimensioni, l’erogazione di buoni spesa per il vitto, il supporto di un mediatore linguistico, la facilitazione nell’accesso ai servizi socio-sanitari ed educativi, l’inserimento in corsi di formazione, un supporto nella ricerca di un lavoro e di una casa.

Negli ultimi anni, al crescere numero di immigrati, si sono diffusi, in alternativa agli Sprar, anche i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) che ormai costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza ospitando oltre il 72% dei profughi accolti nel nostro paese. Questi centri sono affidati ad imprese private, cooperative, alberghi e residence che stipulano contratti direttamente con le prefetture.