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Le prime pagine dell'8 febbraio

La nuova «sfida» sul nucleare del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, come viene definita dai quotidiani, e l'esplosione nel cantiere di una centrale elettrica negli Usa che ha provocato almeno 5 morti e decine di feriti, sono i temi più ricorrenti oggi sulle prime pagine dei giornali del Mediterraneo e del Golfo, in mezzo a numerose notizie di attualità interna.
«La sfida di Teheran», titola a centro pagina La Stampa, che cita il leader iraniano: «procediamo con l'uranio arricchito». «L'Iran rilancia la sfida, Israele muove due navi», gli fa eco il Corriere della Sera, mentre La Repubblica cita il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton: «Teheran una minaccia costante, ma temo Al Qaida». I principali titoli sui giornali italiani sono però per il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha preannunciato l'adozione di un decreto per riaffermare la competenza del tribunale per i reati di associazione mafiosa aggravata ed impedire così la scarcerazione dei mafiosi. Alfano ha detto anche che il legittimo impedimento non è una legge ad personam pensata per Berlusconi, che non vuole sottrarsi alla giustizia: «Alfano: faremo lodo-bis e immunità, il premier non si sottrarrà ai processi», Il Corriere; «Alfano: Berlusconi non sfugge ai giudizi, dopo il mandato andrà a giudizio», La Stampa. Titoli in prima pagina anche sulle valanghe che hanno fatto una strage sulle montagne del Nord Italia. «Week end tragico, il Governo: adesso basta», annuncia La Repubblica. E Il Messaggero spiega: «Carcere a chi provoca valanghe killer». In tutta la regione i giornali danno ampio risalto all'annuncio di Mahmud Ahmadinejad. In Egitto Al Hayat mette l'accento sulla posizione della Turchia, che «sostiene che i negoziati proseguono nonostante le dichiarazioni». El Masri El Yom si sofferma invece sulle «provocazioni» del ministro degli Esteri israeliano Avidgor Lieberman che «accusa la Siria di oltrepassare la linea rossa». Dal canto suo Al Ahram annuncia «la costruzione della prima centrale nucleare per la produzione di elettricità ad Al Dabaa». Sulla stampa tunisina numerosi titoli per commemorare il 52/o anniversario degli avvenimenti di Sakiet Sidi Youssef, il villaggio bombardato dall'esercito francese, l'8 febbraio 1958, nell'ambito della guerra d'Algeria. Un avvenimento «simbolo di un destino comune», quello della Tunisia e dell'Algeria, sottolinea La Presse, che riferisce che «come ogni anno il presidente Ben Ali ha inviato un messaggio al presidente Bouteflika».
In Algeria grande attenzione invece per la decisione del Governo che «ha annullato l'acquisto di 15 milioni di dosi di vaccino contro l'influenza A». In Spagna a dominare sulle prime pagine sono le questioni di attualità interne, con l'annunciata riforma delle pensioni che «sta provocando un forte dibattito nel Governo» (El Pais). Publico riporta i risultati di un sondaggio demoscopico secondo il quale «il 50% degli spagnoli appoggia l'idea di uno sciopero generale se si dovesse toccare all'età pensionabile». Sotto il titolo «Un Paese in crisi, l'iniziativa dell'esecutivo», El Mundo annuncia che «il Governo esce in 'road show' per placare i mercati: il ministro dell'Economia Salgado e il sottosegretario Campa si riuniscono a Londra e Parigi con investitori e analisti». Anche la Grecia è alle prese con la riforma delle pensioni. Per Ethnos si svolgeranno «in 4 tempi i cambiamenti del sistema previdenziale: domani in Parlamento la proposta definitiva del Governo». «Si dovrà lavorare da 5 a 10 anni in più», sintetizza Elefteros Tipos, che precisa: «Dure misure, ma anche dure reazioni»

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