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Bitcoin e le altre criptovalute pronte a riscrivere il mondo della finanza?

Bitcoin e le altre criptovalute pronte a riscrivere il mondo della finanza?

Negli ultimi mesi molti broker online, anche quelli operanti in Italia con autorizzazione della Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, hanno ampliato la gamma dei prodotti finanziari offerti permettendo ai trader di investire direttamente o indirettamente sulle criptovalute. Trattasi di broker che, come quelli che sono recensiti su https://www.osservatoriofinanza.it/ , hanno compreso la necessità di permettere ai clienti di puntare su strumenti finanziari che, è vero, sono molto volatili e ad alto rischio, ma nei prossimi anni potrebbero cambiare radicalmente e profondamente, su scala globale, il mondo della finanza.

Non a caso proprio in questi giorni critptovalute come il Bitcoin hanno toccato i nuovi massimi storici dopo che la Borsa di Chicago, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni, è pronta a quotare i primi contratti futures sul Bitcoin. Si tratta, nello specifico, del CME che è il Chicago Mercantile Exchange, ovverosia la borsa più importante del mondo per quel che riguarda lo scambio di commodity.

Con i broker online prima, ed ora pure con le piazze finanziarie regolamentate, le quotazioni attuali delle criptovalute incorporano le aspettative di diffusione e di uso a macchia d’olio delle monete centrali decentralizzate. Al riguardo il prossimo passo è rappresentato dall’adozione delle criptovalute, per i pagamenti, da parte del sistema bancario. Ad oggi da questo punto di vista non ci sono state aperture clamorose, ma gli istituti di credito non possono non valutare i vantaggi che può offrire la tecnologia blockchain in termini non solo di efficienza, ma anche di riduzione dei costi per le intermediazioni e per le transazioni finanziarie.

L’adozione della blockchain, da parte delle banche, è per ora frenata dal fatto che le transazioni in criptovaluta avvengono attraverso sistemi informatici decentralizzati che garantiscono l’anonimato, e che per ora mal si sposano non solo, ad esempio, con il pieno rispetto delle leggi in materia di antiriciclaggio, ma anche con le regole di supervisione e di vigilanza che, per le operazioni sulle valute tradizionali come il dollaro e l’euro, sussistono con gli intermediari finanziari tradizionali.

In linea teorica, ma anche pratica se il mondo della finanza tradizionale lo volesse, grazie alla tecnologia blockchain non solo si potrebbero standardizzare le transazioni in denaro, ma anche gli scambi di titoli, dalle azioni alle obbligazioni e fino ad arrivare agli strumenti finanziari derivati. Ad oggi, invece, fuori dai confini virtuali delle criptovalute si è assistito all’accettazione dei Bitcoin per il pagamento di beni e servizi, dalle tasse locali e fino ad arrivare anche all’acquisto di immobili.

Il passaggio nel mondo della finanza ad un ecosistema che è completamente digitale garantirebbe un abbattimento dei costi senza precedenti, ma ci sono ostacoli al cambiamento sebbene le banche e le società finanziarie ormai guardino con estremo interesse le criptovalute spesso senza avere quasi il coraggio di ammetterlo. Non mancano infatti i banchieri che vedono nel Bitcoin non una minaccia, ma una possibile rivoluzione che sarebbe così radicale che in pratica non è fattibile. La forza d’urto della tecnologia blockchain, pur tuttavia, è sotto gli occhi di tutti e, prima o poi, anche chi per il mondo della finanza ha un approccio conservativo dovrà prenderne atto.

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