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Convegno Abi a Torino: gli interventi di Chiamparino, Marino, Patuelli, Gros Pietro

Convegno Abi a Torino: gli interventi di Chiamparino, Marino, Patuelli, Gros Pietro

di Michele Paolino

Incontro per lo sviluppo del territorio ė il titolo del convegno organizzato dall’Associazione Bancaria Italiana questa mattina al Museo Nazionale dell’Automobile. Le più importanti associazioni di categoria, da Confocommercio Piemonte a Confratigianato, da Alleanza delle Cooperative a Coldiretti, e autorevoli imprenditori piemontesi si sono confrontati nel corso di due tavole rotonde con mi rappresentanti del sistema bancario italiano.

In apertura dei lavori il presidente della Regione Sergio Chiamparino ha spiegato che la partita del futuro per il Piemonte si gioca su tre direttrici: la manifattura 4.0, la filiera natura-cultura-turismo e la logistica. «La manifattura 4.0, o innovazione nel saper fare manifatturiero si costruisce sviluppando direzionalità ingegneristiche per diventare attrattori di risorse», ha affermato il Presidente del Piemonte. «Quanto alla filiera cultura-turismo – ha aggiunto – il settore ha avuto una crescita significativa anche nei momenti di crisi, guai a tornare indietro. E lo sviluppo della logistica può consentire all’Italia di diventare competitiva con le grandi piattaforme del nord Europa»

Ha parlato invece di sistema bancario il senatore Pd Mauro Maria Marino, presidente della Commissione Finanze del  Senato e vice presidente della Commissione d’indagine sulle banche. «Quella delle banche finite in dissesto, all’interno di un mondo bancario solido, è una storia di mala gestione e in alcuni casi anche di vera e propria criminalità finanziaria. Non sono state le prime, ne forse saranno le ultime, ma il vecchio sistema permetteva di intervenire, correggere, e se del caso punire, senza che però ci fossero contraccolpi sistemici. Oggi non è più così».

C’è bisogno di una nuova consapevolezza a tutti i livelli, a cominciare da clienti ed investitori, che devono sapere dove mettono i soldi, ha spiegato il senatore Dem. C’è un cambiamento di fronte al quale «tutti noi non dobbiamo più farci trovare impreparati. Io, come presidente della Commissione Finanze del Senato, ho provato a ribaltare l’impostazione di lavoro. Da una parte, infatti, abbiamo prodotto ben due indagini conoscitive per capire tutte le criticità e le debolezze del sistema, dall’altra ci siamo impegnati soprattutto nella fase ascendente della produzione normativa europea. In questo modo, sappiamo bene quali siano gli obiettivi da raggiungere e proviamo a ottenere il risultato nella fase di scrittura stessa della norma. Questo dovrebbe fare la politica, e questo stiamo cercando di fare». 

E proprio della Commissione d’indagine sul sistema bancario ha parlato Antonio Patuelli, presidente dell’Abi. «Dalla Commissione Casini mi aspetto l’ applicazione della legge, ma anche delle proposte di modifica delle normative italiane e europee in materia di vigilanza realistiche, serie e costruttive lontanissime dalle polemiche della campagna elettorale». La commissione di inchiesta sulle banche, ha puntualizzato Patuelli «è circoscritta a sette banche. Ma le crisi sono di più almeno 11». Il vero punto della Commissione , per Patuelli, sarà quando essa arriverà a formulare proposte di modifica con l’obiettivo di prevenire ulteriori crisi: «Lì ci vuole un’elevatissima cultura giuridica economica. Arrivati a quel punto non si possono fare comizi e chiacchiere». Poi l’appello ai politici «se dovete fare proposte per prevenire ulteriori crisi andate a vedere la legge 2005 del risparmio e in particolare l’articolo 20 e il 21, che dispongono in maniera blanda il coordinamento tra Bankitalia e Consob. In quegli articoli c’è un invito a uno scambio di informazione tra i due enti e a riunirsi almeno una volta all’anno. Ma con un solo incontro all’anno quale coordinamento ci può essere? Invece di attribuire responsabilità personali prima occorre concentrarsi sulle norme», ha concluso Patuelli.

E un messaggio chiaro alla politica lo ha inviato il presidente della banca Intesa San Paolo, Gian Maria Gros Pietro: «La campagna elettorale non ci riguarda. Noi come banca ci impegniamo per fungere da acceleratore dello sviluppo dell’Italia». 

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