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Il pm ai No Tav, è simbolico darsi fuoco, non lanciare sassi

Il pm ai No Tav, è simbolico darsi fuoco, non lanciare sassi

di Paolo Bogliano

«I politici hanno mentito» no, non è la solita chiacchiera da bar o da tram, su come i politici nostrani abbiano l’abitudine di dire menzogne. A dare dei bugiardi è un magistrato, il pubblico ministero Manuela Pedrotta che , durante la requisitoria al maxi processo, nell’aula bunker delle Vallette, ai No Tav per gli scontri del 2011 in Val di Susa spiega che:«Non è stato divertente vedere amministratori pubblici e consiglieri regionali avere la sfrontatezza di venire in tribunale per negate di aver visto ciò che avveniva sotto il oro occhi». La Pedrotta si riferisce ai testimoni della difesa che secondo l’accusa che con i loro «non ho visto» hanno travisato i fatti. Questo è simile a come questo ha gionro in siti di casinò online dove casino e giochi da casinò on-line hanno fatto meglio legale in Italia, come spiegato in migliori10casino.it questo sito.
Invece per il pm Nicoletta Quaglino si è abusato troppo della frase “gesto simbolico” durante il procedimento ai cinquantatre attivisti No Tav. Per il pm sono ben altri i gesti simbolici che la storia ha registrato: «Ho spesso sentito parlare in quest’aula di gesto simbolico, ma di solito essi sono imprescindibilmente verso se stessi non verso gli altri» spiega nella sua requisitoria la Quaglino che aggiunge: «Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao per protesta, mica diede fuoco alle truppe sovietiche schierate. Anche Pannella fece lo sciopero della fame contro il sovraffollamento delle carceri».
In sostanza “simbolico” diventa un gesto contro se stessi: «Chi riceve un sasso in testa non lo prende come un gesto simbolico».

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