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L’occupazione della caserma di via Asti per il pm è “un fatto tenue”. Chiesto il “non luogo a procedere” per gli indagati

L’occupazione della caserma di via Asti per il pm è “un fatto tenue”. Chiesto il “non luogo a procedere” per gli indagati

L’occupazione a Torino dell’ex caserma La Marmora, in via Asti, portata avanti per sette mesi nel 2015, fu un fatto di particolare tenuità: questa è la tesi del pubblico ministero Roberto Sparagna, che ha chiesto il “non luogo a procedere” per i sei indagati, attivisti dell’associazione Terra del Fuoco tra cui il presidente Olivero Alotto.
Il 22 aprile 2015 un gruppo di persone entrò nella ex caserma, chiusa da anni e in stato di abbandono, per scongiurare “il rischio – venne spiegato – di una speculazione edilizia” e per chiedere progetti destinati al disagio abitativo.
Le forze dell’ordine sgomberarono i locali, dove nel frattempo erano arrivati dei rom allontanati dai campi nomadi abusivi della città, il 12 novembre successivo. Gli indagati, nell’interrogatorio, spiegarono che l’obiettivo era salvaguardare il carattere storico e sociale dell’ex caserma, che nel corso della seconda guerra mondiale era diventata una caserma della Rsi e un “luogo di detenzione e di tortura” per gli antifascisti.

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