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Ludopatia, avanti con l’attuazione della legge regionale

Ludopatia, avanti con l’attuazione della legge regionale

di Michele Paolino

Fine dei giochi. Con le comunicazioni in aula oggi, con il dibattito che ne è seguito e con l’approvazione all’unanimità un ordine del giorno, primi firmatari i consiglieri Domenico Rossi e Davide Gariglio, Pd, e Marco Grimaldi, Sel, si è conclusa la querelle che ha visto contrapposti il Governo da una parte e Giunta e Consiglio Regionale dall’altra.
Oggetto del contendere alcune disposizioni contenute nella legge regionale 9 del maggio 2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” con la quale la Regione Piemonte si è dotata di diversi strumenti per combattere la piaga del gioco d’azzardo e le sue devastanti conseguenze sociali e sanitarie. Strumenti sanitari e di rete, dispositivi per gli amministratori locali per intervenire sugli orari, distanze da rispettare, interventi di formazione e promozione.
In particolare, in questi giorni scadeva il termine che era stato concesso ai gestori di bar e tabaccherie per rimuovere le macchinette, qualora si trovassero a “ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, non inferiore a trecento metri per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e non inferiore a cinquecento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da istituti scolastici, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usato, stazioni ferroviarie”.
E nell’approssimarsi della scadenza il Governo, nella persona del sottosegretario Pier Paolo Baretta, ha espresso preoccupazione per la riduzione del gettito fiscale, chiedendo una proroga all’entrata in vigore della norma e paventando anche la possibilità di “procedimenti nei confronti degli amministratori piemontesi, che potrebbero rispondere delle mancate entrate”.

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Preoccupazione trasmessa formalmente dal presidente Sergio Chiamparino al Consiglio Regionale e da qui le comunicazioni di oggi dell’assessora Gianna Pentenero, che ha ricostruito l’intera vicenda e il percorso della legge, con un dibattito che, oltre a vedere ribadite le posizioni di tutti i gruppi a proseguire con l’attuazione della legge regionale, ha visto i Cinque Stelle contestare il Presidente della Regione, «se non chiarisce i rapporti che sono intercorsi si fa complice» ha detto Davide Bono rivolto a Chiamparino, e lo stesso Chiamparino rispondere a muso duro «Respingo in modo più netto possibile le accuse di chi parla di un mio colpo di mano. Era mio dovere istituzionale informare il Consiglio ma l’ordine del giorno della maggioranza mette una parola netta, chiara e definitiva alla quale tutti saremo attenuti per garantire l’applicazione di questa importante legge». E, con tono più sereno, racconta anche che nell’incontro del 27 settembre scorso il sottosegretario Baretta, alla sua richiesta di offrirgli un sigaro, gli avrebbe regalato l’intera scatola.regioneazzardo2

Si arriva così al voto unanime su un ordine del giorno con il quale «il Consiglio Regionale – dice Marco Grimaldi – ha rimandato al mittente le pressioni indebite di Baretta” e che fa sostenere al capogruppo e segretario regionale del Pd Davide Gariglio che “la posizione del Piemonte è chiara e siamo a totale sostegno della legge approvata sulla ludopatia. Nei prossimi mesi verificheremo e aiuteremo i Comuni per raggiungere la piena applicazione di questa norma che vuole contenere un fenomeno che ha drammatici risvolti sociali».
Si dichiara soddisfatto anche il senatore piemontese Mauro Maria Marino: «La Commissione da me presieduta si era resa disponibile per trovare una soluzione nell’ambito di una norma nazionale ma non posso che essere contento che sia stata difesa la linea del Piemonte per una legge che si propone seriamente di combattere il gioco d’azzardo patologico».

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