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Omicidio Caccia. Respinta l’istanza di ricusazione. Il 10 febbraio parte un nuovo processo

Omicidio Caccia. Respinta l’istanza di ricusazione. Il 10 febbraio parte un nuovo processo

di Moreno D’Angelo

E’ stata respinta, in quanto dichiarata inammissibile dalla quinta sezione della Corte d’Appello di Milano, l’istanza di ricusazione per Rocco Schirripa, depositata dagli avvocati Mauro Anetrini e Basilio Foti del panettiere di 64 anni accusato per l’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia. L’oggetto dell’istanza di ricusazione riguarda un errore di procedura della Procura di Milano. A fronte del quale il giudice delle indagini preliminari Stefania Pepe, ha disposto il processo con rito immediato per l’imputato, accogliendo l’istanza avanzata dai pm per sanare un vizio procedurale.

La complessa vicenda ha visto il 30 novembre azzerare il dibattimento in corso sullo Schirripa, che era stato arrestato un anno fa, perché, secondo quanto fatto emergere Fabio Repici, legale di parte civile dei familiari di Caccia, esisteva un precedente fascicolo, archiviato nel 2001, a carico dell’imputato e del quale la Procura non aveva chiesto la riapertura delle indagini come previsto dal codice.

A fronte di questo vizio procedurale il gip Pepe, che aveva già seguito il primo procedimento, su richiesta del pm Marcello Tatangelo, ha emesso una nuova misura cautelare ritenendo sufficienti gran parte delle prove già raccolte. Per questo motivo Schirripa è rimasto in carcere. Il 10 febbraio si avvierà un secondo processo sull’uomo accogliendo la richiesta di giudizio con rito abbreviato.

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