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Renzi, Gentiloni e la squadra

Renzi, Gentiloni e la squadra

di Stefano Lo Russo

Venerdì 12 e Sabato 13 gennaio al Lingotto a Torino partirà la campagna elettorale per le Politiche con l’assemblea degli amministratori locali del PD.
Considero molto azzeccata la scelta di partire dagli amministratori locali nel declinare le proposte politiche per l’Italia. È proprio nelle migliaia di comuni italiani che ci si confronta quotidianamente e in prima linea con i problemi dei cittadini e sono proprio gli amministratori locali del PD la struttura portante di un pensiero e di un’azione politica e amministrativa efficace ed efficiente che costituisce la spina dorsale del PD. Ed è infatti proprio al governo delle Città che alcuni dei nostri avversari, come ad esempio il M5S, dimostrano ogni giorno inadeguatezza e assenza di visione. Appendino a Torino e Raggi a Roma solo per citare i casi più noti.
Ho sostenuto Matteo Renzi e lo sostengo tuttora. Lo considero un talento puro della politica e un grande leader, capace, energico e davvero innovativo in cui personalmente mi riconosco. Molti dei risultati ottenuti dal Governo in risposta alla crisi economica sono ascrivibili a lui e alle scelte coraggiose che ha fatto il PD di Governo.
Ma le fasi politiche variano e da qui al 4 marzo ci attendono 8 settimane in cui occorre lanciare all’Italia un messaggio vincente e soprattutto nelle corde dei cittadini.
Non so se al Lingotto ci sarà spazio per intervenire. Se mi fosse dato chiederei al nostro segretario Renzi di mettere nel nostro simbolo alle prossime Politiche il nome di Paolo Gentiloni. Consapevole che la cosa non è coerente allo statuto del partito, che prevede che il candidato Premier sia invece il segretario, ma persuaso anche che in questa fase sarebbe il nome di candidato Premier del PD più gradito al Paese e quello capace di catalizzare più consensi al nostro partito. Una squadra viene schierata in campo sulla base della condizione di forma dei suoi giocatori e anche sui moduli tattici degli avversari. Le condizioni di forma dei giocatori variano così come variano anche i moduli tattici degli avversari. Che sono forti, abili ma non imbattibili. E un buon allenatore decide la formazione da mandare in campo tenendo conto di questi elementi. Anche questo significa essere una squadra. Una squadra che gioca per vincere. E che può vincere.

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