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Val Susa, scontri sull’autostrada. Cariche, lacrimogeni e fermi

Val Susa, scontri sull’autostrada. Cariche, lacrimogeni e fermi

Dopo i 140 anni di condanna comminati dalla magistratura nel maxi processo, relativamente ai fatti dello sgombero de La Libera Repubblica de La Maddalena e degli scontri al cantiere di Chiomonte, il Movimento No Tav ha risposto a quella che ritiene più una vendetta che altro. Immediatamente dopo la lettura della sentenza da parte del giudice Quinto Bosio, gli attivisti No Tav hanno bloccato la tangenziale di Torino all’altezza di corso Regina Margherita, quindi appena fuori dell’aula bunker del carcere de Le Vallette.
Un nuovo appuntamento che i No Tav si sono dati è stato in Val Susa, oggi pomeriggio alle 18, a Bussoleno. Mezz’oretta dopo, il presidio convocato nel piazzale della Stazione si è mosso, dirigendosi verso la Statale, fronteggiato dalle forze di polizia, che sono stati però poco dopo sorpresi da un gruppo del corteo che ha occupato anche l’autostrada Torino-Bardonecchia. Gli spintoni degli agenti in assetto anti-sommossa sulla Statale e i lacrimogeni sparati contro i manifestanti No Tav hanno fatto salire la tensione, che è culminata nello sgombero dell’autostrada da parte della polizia e con il successivo inseguimento dei No Tav in fuga nei boschi.
Dopodichè i manifestanti si sono ritrovati sulla Statale occupata. Quattro persone del Comitato di lotta popolare di Bussoleno sono state fermate durante gli scontri. Per tenetare di liberare le carreggiate, la polizia ha minacciato di far uso degli idranti, che sono stati fatti avanzare.
La mobilitazione No Tav si è conclusa con il ritorno del corteo nel centro di Bussoleno, ripercorrendo in corteo la Statale.

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