La conferenza stampa di fine anno ha seguito uno schema ormai collaudato: gli assessori schierati, seduti in fila, in sala colonne; ma nel grigiore di questi giorni la loro disposizione evocava più un gruppo di persone sedute in autobus che una conferenza stampa. Un involontario richiamo al pasticcio GTT?

Tra i tanti (e un po’ lunghi) interventi, era molto atteso quello della Leon. Confuse parole in cui spicca l’affermazione che la Giunta Appendino avrebbe consolidato le risorse per la cultura. Affermazione curiosa, visti i risultati e soprattutto i dati. Licenziamenti ed esuberi soprattutto.

Ricordiamo infatti come sin da principio la Giunta Appendino abbia scelto di “dribblare” i problemi di risorse (senza risolverli) in tre mosse (leggi articolo) assai poco gradite alla magistratura contabile: tre operazioni certamente non virtuose, che con tanta fatica il Comune aveva da tempo controvertito:

– usare gli oneri di urbanizzazione in parte corrente;

– finanziare la cultura in conto capitale;

– usare gli incassi delle multe per spese ripetitive.

La più interessante delle tre novità (negative) è il ritorno a finanziare la cultura con risorse incerte; prova ne è un consistente elenco di delibere a finanziare la cultura con mezzi straordinari di Bilancio, ovvero alienazioni patrimoniali, o peggio, quest’anno, la distribuzione anticipata di utili e riserve della FCT spa, proprio la cassaforte che al suo interno contiene la partecipazione di GTT e che ierl’altro dichiarava di non poter intervenire.

C’erano voluti anni e una forte rivendicazione del mondo della cultura, (ricordiamo animate assemblee in Piazza Vittorio) ma alla fine le risorse per la cultura erano state stabilmente stanziate da Fassino e Braccialarghe in spesa corrente già da 3 anni.

Invece, nel 2016 e 2017, si ritorna a finanziare ben 12 milioni alle fondazioni culturali in parte capitale, mettendo a rischio (oltre ai tagli) l’intera Cultura torinese. E ora, possiamo dire, anche tutto il modello occupazionale.

Quindi, quando la Leon rivendica il consolidamento, pare rivendicare quindi i tagli e anche le modalità.

Già, perché sulla cultura si sono abbattuti due cicloni appendiniani: il taglio in valore assoluto e la scelta di finanziare quanto rimasto con risorse incerte.

Questo finalmente spiega perché le Fondazioni culturali siano in subbuglio; tutte tranne Teatro Regio e Fondazione per la Cultura; già, perché la coppia Larotella/Vergnano, prontamente schieratisi in difesa della Sindaca già nell’assestamento 2016, guarda caso sono stati graziati. Potenza del Sistema Torino.

 

(Photo by Adrianna Calvo from Pexels https://www.pexels.com/photo/black-and-white-art-museum-europe-21264/)