di Elena Romanello
Tra i film più attesi di questa stagione c'è la nuova fatica di Alejandro Amenabar, Agorà, kolossal in costume che ricostruisce la vita di un personaggio femminile relativamente poco conosciuto rispetto a regine, principesse e cortigiane molto più amate dal cinema: Ipazia, filosofa e matematica del IV secolo dopo Cristo, massacrata ad Alessandria d'Egitto da un gruppo di integralisti cristiani.
Agorà uscirà in questi giorni in Spagna, e nelle prossime settimane in svariati Paesi, tra cui Israele e Stati Uniti. Nel nostro Paese, dove i film precedenti del regista, pellicole del calibro di Mare dentro e di The others, sono stati acclamati, e dove la protagonista, la bella e brava Rachel Weisz, premio Oscar per The costant gardener, è comunque nota e stimata, il film non ha ancora trovato un distributore da maggio, quando era stato visto a Cannes.
Qualcuno potrebbe dire che forse i film storici non fanno molta cassetta da noi, infatti risultano ancora inediti The young queen Victoria con Emily Blunt e The edge of love con Keira Knightley. Certo, ma sono per contro uscite ed hanno raccolto consensi pellicole come Il gladiatore, Troy, Elizabeth, L'altra donna del re e tante altre. Dietro al boicottaggio di Agorà è più facile vedere una sorta di timore a non offendere le gerarchie vaticane, e forse anche, secondo voci che girano su Internet, pressioni contro il film.
La tematica di fondo, il rapporto emancipazione della donna e religione, è quanto di più attuale che ci sia oggi: ma forse il mostrare un integralismo non di altri ma dei cristiani può essere un po' troppo scomodo, anche perché Ipazia è una figura che la Chiesa ha voluto dimenticare e far dimenticare. Protofemminista, dedita agli studi, contraria a sposarsi, atea, tollerante: forse fa ancora paura. Ma forse è anche soltanto un po' di avversione per il genere storico, la stessa avversione che ci ha impedito di vedere in televisione tanti sceneggiati della BBC tratti da classici inglesi e tanti film per la tv francesi ispirati a romanzi di cappa e spada, generi floridissimi oltralpe. Forse.




Agorà, film vietato in Italia?





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Riccardo Banchi