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L'Arte Antica celebra la pittura del Nabis Pierre Bonnard

di Mara Martellotta

Pierre Bonnard è il protagonista della mostra che si apre martedì 16 marzo presso la galleria l'Arte Antica di Silverio Salomon, in via volta, con ben 186 tra litografie a colori, in bianco e nero, acqueforti e silografie, che ben rappresentano un artista capace di interpretare la realtà nella sua raffinata tessitura di una trasposizione pittorica basata sulla varietà cromatica, sulla vivacità della grafica e sulla libertà prospettica.

Pierre Bonnard Pierre Bonnard nasce il 3 ottobre del 1867, a Fontenay-aux-Roses, nei dintorni di Parigi, da una famiglia dell'agiata borghesia, sua madre era alsaziana e suo padre era capo gabinetto al Ministero della guerra.

Trascorsa l'infanzia e l'adolescenza nella grande casa paterna del Grand-Lemps ed aver compiuto con profitto gli studi liceali, si iscrive alla facoltà di legge a Parigi, cominciando a dipingere.

In questo periodo, dopo un breve tirocinio presso uno studio legale ed aver partecipato, senza successo, a un concorso per accedere alla pubblica amministrazione, Pierre Bonnard decide di abbandonare definitivamente gli studi di legge e di iscriversi a l'Ecole des Beaux-Arts e poi all'accademia Julian, fondata da poco, dove porterà a termine gli studi.

Dopo una breve parentesi militare, Pierre Bonnard torna a Parigi, dove apre un atelier con gli amici Vuillard e Denis. Nel 1888, con Pierre Bonnard, intorno a Sérusier, che ha avuto come insegnante Paul Gauguin, nel si riuniscono i giovani pittori Vuillard, Roussel, Maurice Denis, Ranson e Vallotton, formando il gruppo dei "Nabis", parola ebraica che significa "Profeti". I Nabis erano interessati ed affascinati dal mistero, dall'esoterismo e dall'occultismo, come dai risvolti magici della realtà e il loro tratto più originale consisteva nell'elaborazione del colore usato puro, steso in ampie campiture piatte su superfici omogenee, frutto dell'influenza delle stampe giapponesi, che giunsero in Europa grazie alla diffusione dei sistemi produttivi tipografici, che permisero, tra l'altro, ai Nabis di produrre anche stampe, manifesti, illustrazioni rare per libri e disegni per tessuti. La grafica giapponese, così, avrebbe esercitato una grande influenza sulla cultura occidentale e su Bonnard, soprannominato dagli amici "Nabi très japonard".

Tra le prime opere dell'artista la serie di litografie a colori pubblicate nel 1899 da Ambroise Vollard "Quelques aspects de la vie de Paris", di cui fanno parte la "Rue vue d'en haut", "Boulevard", "Au théatre", "L'arc de Triomphe", in cui si può ammirare l'arte raffinata dell'uso del colore, della prospettiva e del non uso delle figure.

I primi nudi, scuri e cariche di un'atmosfera piuttosto fin de siècle, sulla traccia delle pere di Degas, quali "Baigneur", cedono il posto a nudi alla toeletta, più chiari ampiamente trattati, dove l'artista scopre progressivamente il modellato, reintroducendo la prospettiva e i piani in profondità, come in "Place Clichy", ampliando anche la scena e schiarendo al tavolozza. Bonnard fa anche circolare l'aria intorno ai corpi e agli oggetti, abbandonando il punto di vista colorista e ritrovando la luce impressionista quali "La copue e le compotier", "Femme debout dans sa bagnoire" e . Pierre Bonnard nasce il 3 ottobre del 1867, a Fontenay-aux-Roses , nei dintorni di Parigi, sua madre era alsaziana e suo padre era capo gabinetto al Ministero della guerra.

Trascorsa l'infanzia e l'adolescenza nella grande casa paterna del Grand-Lemps ed aver compiuto con profitto gli studi liceali, si iscrive alla facoltà di legge a Parigi, cominciando a dipingere.

In questo periodo, dopo un breve tirocinio presso uno studio legale ed aver partecipato, senza successo, a un concorso per accedere alla pubblica amministrazione, Pierre Bonnard decide di abbandonare definitivamente gli studi di legge e di iscriversi a l'Ecole des Beaux-Arts e poi all'accademia Julian, fondata da poco, dove porterà a termine gli studi.

Dopo una breve parentesi militare, Pierre Bonnard torna a Parigi, dove apre un atelier con gli amici Vuillard e Denis.

Nel 1888, con Pierre Bonnard, intorno a Sérusier, che ha avuto come insegnante Paul Gauguin, nel si riuniscono i giovani pittori Vuillard, Roussel, Maurice Denis, Ranson e Vallotton, formando il gruppo dei "Nabis", parola ebraica che significa "Profeti". Il tratto più originale dei Nabis risiede probabilmente consiste nella elaborazione del colore usato puro, steso in ampie campiture piatte su superfici omogenee, sottoposto all''influenza delle stampe giapponesi, che giunsero in Europa grazie alla

diffusione dei sistemi riproduttivi tipografici, che permisero agli stessi Nabis di produrre anche stampe,

manifesti, illustrazioni per libri, disegni per tessuti. La grafica giapponese avrebbe esercitato una grande influenza sulla cultura occidentale e quindi su Bonnard, soprannominato dai suoi amici "Nabi très japonard", rimasto affascinato dalla purezza delle linee, dalla raffinatezza degli accostamenti cromatici, dalla elegante definizione della forma piatta e bidimensionale di straordinaria leggerezza.

Tra le prime opere dell'artista da segnalare la serie di litografie a colori pubblicate

nel 1899 da Ambroise Vollard "Quelques aspects de la vie de Paris", di cui fanno parte "Rue vue d'en haut", "Boulevard", "Au théatre" e "L'Arc de Triomphe". In questo gruppo di litografie emerge l'arte raffinata dell'uso del colore e della prospettiva, oltre al 'non uso' delle figure.

I primi nudi, scuri e carichi di un'atmosfera piuttosto fin de siècle sulla traccia delle opere di Degas

quali "Baigneur", cedono il posto a nudi 'alla toeletta', più chiari e più ampiamente

trattati dove Bonnard scopre progressivamente il modellato, reintroduce la prospettiva e i piani in

profondità come in "Place Clichy", ampliando la scena, schiarendo la tavolozza, facendo circolare

l'aria intorno ai corpi e agli oggetti ed abbandonando il punto di vista strettamente colorista. Ritrova

la luce impressionista quali "La coupe et le compotier" , "Femme debout dans sa baignoire" o "La toilette assise". È in questi anni che, a seguito anche della frequentazione di Monet e Renoir, che Bonnard si riavvicina all'Impressionismo e nella sua opera penetra il paesaggio, all'inizio prudentemente, poi più ampiamente per espandersi in ampie composizioni. Nascono quindi le collaborazioni per illustrare libri con tavole fuori testo quali "Dingo" di Octave Mirbeau e, qualche anno dopo, "Sainte Monique", edito da Ambroise Vollard (catalogo nn. 72-185). Rimane comunque evidente il suo legame con il movimento impressionistico, rivelato dalla litografia intitolata "Femme assise dans sa baignoire" realizzata dall'artista per Maurice Chevalier.

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