La capogruppo di Uscita di sicurezza Deborah Montalbano è un fiume in piena. Unica consigliera di opposizione a contestare le Olimpiadi 2026, parla anche del caso Pasquaretta, dove secondo il suo parere, si sono fatti pesi e misure diverse rispetto al caso Giordana. Infine la questione dissidenti del gruppo consiliare.

Iniziamo dagli avvenimenti degli ultimi giorni. La vicenda del portavoce della sindaca Chiara Appendino, Luca Pasquaretta. Si aspettava una retromarcia e un comportamento simile a quello di Paolo Giordana che seppur non ancora indagato per un favore relativo a una multa lasciò? I suoi ex colleghi forse stavolta sono stati più morbidi?

Con la vicenda Pasquaretta ritengo che il Movimento abbia dimostrato il suo vero volto. Giustizialista e virtuoso verso l’esterno ma omertoso quando le vicende riguardano il suo interno. La correlazione tra il caso Giordana e quello Pasquaretta dimostra come il giustizialismo interno del Movimento 5 stelle, non sia dettato da valori basilari, ma abbia due pesi e due misure in base alle persone e ai propri vantaggi. Rispetto al caso Pasquaretta, per quanto riguarda la parte politica del Movimento e la maggioranza della sua base, si è registrato un silenzio assordante che la dice lunga sulla credibilità politica, che oggi può considerarsi solo allarmante ed ambigua. Ciò che più mi rammarica è l’ennesimo misero messaggio e la mancanza di rispetto verso gli altri dipendenti dell’Amministrazione: è come aver detto loro “che la meritocrazia non è un valore”, mentre l’appartenenza politica sì.

Capitolo Olimpiadi. Nelle prossime ore si decide sulla candidatura. Lei è l’unica in Sala Rossa ad opporsi apertamente ai Giochi. Ma come mai da parte dei Movimento 5 Stelle c’è stato questo “tradimento” e per lei la base lo ha capito?

Ciò che ha prodotto a mio avviso il tradimento del Movimento 5 Stelle verso i propri principi, sposando la candidatura olimpica, è una lampante dimostrazione della sua mancata visione politica, delle controproposte politiche al Sistema e soprattutto della ormai sempre più palese priorità di accreditarsi come migliore interlocutore a quel Sistema, che tanto si proponeva di abbattere, quando chiedeva il voto ai cittadini. Ci tengo a precisare che in Consiglio comunale contrari alle Olimpiadi esistono anche altre forze politiche e alcuni consiglieri di maggioranza. Il Movimento 5 Stelle a cui ho aderito ci insegnava che la pietra tombale di ogni proposta politica si sviluppa laddove si possiede una base silente, che ha come unica priorità la difesa della propria bandiera, tralasciando i veri contenuti. A parte una piccola cerchia degli attivisti che ha preso consapevolezza delle tante contraddizioni e della mancanza di trasparenza, regna solo il silenzio.

Maura Paoli, Marina Pollicino, Daniele Albano sono le ultime tre “dure e pure” dei pentastellati. Avete parlato insieme di come si sarebbe ridotto il movimento così lontano dalle origini? Nel caso di una spaccatura da parte loro lei aprirebbe le porte di Uscita di sicurezza per creare così un gruppo più forte e a sinistra?

Insieme ad alcuni attivisti fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle abbiamo creato uno spazio politico che ha nel nome il suo programma.
Ognuno è responsabile del proprio futuro.