di Andrea Doi

Dopo l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione in parte corrente, dopo gli utili di Smat e “dell’acqua pubblica”, dopo le multe a gogo ecco l’ultima “trovata” della sindaca di Torino Chiara Appendino per trovare risorse per chiudere il bilancio 2017: il mega dividendo di Iren Fsu.

Qualcuno potrebbe eccepire che il dividendo di una società quotata in Borsa non sia questo gran male. È vero, ma non è questo il punto. È il modo in cui questo dividendo arriva che conta. Eccome.

I fatti. Venerdì scorso, in una giunta straordinaria, Appendino ha fatto approvare a sua firma una delibera, la numero 2017 00891 dal titolo “OGGETTO: “FCT HOLDING S.P.A.” – “FSU S.R.L.” – MODIFICAZIONE DELLA DURATA DEGLI ESERCIZI SOCIALI. APPROVAZIONE”.

Intanto occorre sapere che la partecipazione di Iren è detenuta da FSU Spa, società del Comune di Torino e del Comune di Genova. FSU Spa è detenuta dal Comune di Torino tramite la FCT Srl, ovvero la holding comunale.

Perché, dunque, cambiare la durata dell’esercizio sociale di FCT srl dal 31 dicembre al 30 settembre?

È presto detto. Iren distribuirà il dividendo 2016 nel 2017. Questo dividendo sarebbe arrivato alle Casse del Comune solo dopo il transito nel bilancio di FSU e di FCT nel 2018. Non sarà mica che Appendino per anticipare il dividendo al Comune ha deciso di accorciare l’anno di FCT per incassare in autunno?

Riepiloghiamo: l’esercizio FSU Spa chiude al 31.07; l’esercizio di FCT srl chiude al 30.09; l’esercizio del Comune al 31.12. Uno distribuisce all’altro e voilà. Un’operazione spericolata, ma legittima che di certo porterà ossigeno alle casse della Città. Appendino e l’assessore Rolando inanellano un’altra operazione straordinaria e una tantum. Legittima però anche la domanda: e se nel 2017 Iren non avesse più dividendi?