E così ci siamo giocati anche Marco Castoldi, meglio conosciuto come Morgan e un poco anche come ex compagno della trasgressiva Asia Argento. Il genio della assai poco geniale trasmissione televisiva "X Factor" avrebbe dovuto calcare le tavole del palco dell'Ariston di Sanremo, nel corso dell'imminente Festival della canzone italiana, per interpretare un brano a suo dire provocatorio come "La sera". Dovremo accontentarci del disco, quando uscirà. L'artista in questione, infatti, è stato chirurgicamente depennato dal cast dopo l'uscita di un'intervista su Max (smentita da lui, ma confermata dall'autore) nella quale lo stesso Morgan tesseva l'elogio della cocaina quale potente e magico rimedio contro la depressione. Tuoni e fulmini sono partiti da Viale Mazzini e da Sanremo sulla testa del cantante il quale è stato prontamente escluso dalla manifestazione per promozione di sostanze rigorosamente vietate. Ci sarebbe da applaudire e da ammettere che, finalmente, un messaggio educativo è partito da quello Scatolone Micidiale e Invasiva che si chiama Quarto Potere diretto ai giovani e quindi alle anime più fragili. Di fatto, però, la sanzione che ha colpito Morgan ha in forte sapore dell'ipocrisia perché va a colpire un anello debole della filiera. Lasciando da parte tutti i personaggi illustri che hanno ammesso di aver fatto o di fare uso di droghe (politici, intellettuali, giornalisti, avvocati, medici e figli i nipoti di...) vorrei vedere se Vasco Rossi, i Rolling Stones, Zucchero Fornaciari e tantissimi altri big avessero accettato di partecipare, anche soltanto come ospiti, al Festival di Sanremo sarebbero stati censurati come è accaduto a Morgan, vittima non innocente dell'ultima ipocrsia.
Morgan, la coca e l’ultima ipocrisia
di Marco Bernardini




Morgan, la coca e l’ultima ipocrisia





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