Non vorrei essere tacciato di demagogia e populismo, ma, quando leggo che l'ingegner Angelo Balducci già presidente del Consiglio Lavori Pubblici e dell'amministrazione delle Infrastrutture, coinvolto nello scandalo degli appalti della protezione civile, a sua difesa ha dichiarato che lui non aveva bisogno di rubare perché guadagna 2,5 milioni di euro all'anno, equivalenti ad oltre 5 miliardi di vecchie lire, mi monta la mosca al naso.
Quando leggo che i deputati del Popolo della Libertà e della Lega hanno cassato dal decreto "mille proroghe" la norma già votata al Senato, che fissava un tetto per i super stipendi dei manager pubblici e privati, mi viene il voltastomaco.
Parafrasando un vecchio titolo dell'Avanti redatto da Antonio Gramsci, mi viene da dire: «Ad una classe dirigente di merda non può che corrispondere un Paese di merda».
Una classe dirigente di m...
di Diego Novelli




Una classe dirigente di m...





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