L'inquietante vicenda del direttore del TG1 Augusto Minzolini interpella direttamente l'Ordine dei Giornalisti perchè chiama in causa un principio essenziale della professione: il rispetto della deontologia. Dalle intercettazioni di Trani dei colloqui telefonici tra Minzolini e il Premier, emerge un rapporto di assoluta sudditanza, con la rinuncia al dovere dell'autonomia. Queste telefonate confermano che Minzolini deliberatamente diede un titolo assolutorio alla vicenda Mills, violando il dovere della correttezza dell'informazione: la Cassazione ha prescritto Mills e non l'ha assolto (e quindi il ruolo del Premier, per i magistrati, è quello del corruttore). La distinzione tra il fatto e l'opinione è un caposaldo del pluralismo informativo; Minzolini l'ha violato e l'Ordine non può far finta di nulla, anche da parte del Presidente nazionale.
Infine a livello degli organismi giornalistici piemontesi è necessario un maggior impegno nei confronti dell'Editrice La Stampa, che non può limitarsi ad una politica di tagli (oltre cento giornalisti in meno in un decennio). La FIAT, che ha confermato un suo ruolo essenziale nel Corriere della Sera, non può limitarsi a Torino ad una politica editoriale di ordinaria amministrazione, perchè La Stampa è decisiva per il futuro del giornalismo subalpino.
*già presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte




L'Ordine dei Giornalisti non faccia finta di nulla





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