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Amici di Grillo, pensateci!

di Diego Novelli

Sono amico di Beppe Grillo da molti anni ed ho seguito con grande interesse e viva simpatia il suo crescente impegno sul piano civile, le sue battaglie per la difesa dei beni comuni irrinunciabili (acqua, aria, ambiente, paesaggio, territorio, etc) e per la legalità, contro la corruzione.
Artisti come Grillo, nella mia lunga esperienza politica, non ne ho conosciuti molti, nel senso che non si siano limitati a qualche dichiarazione di voto o di adesione ad una specifica forza o schieramento politico.
Beppe Grillo sono anni ormai che ha non solo messo la faccia, ma che si è impegnato fisicamente, senza tregua, per combattere il degrado sempre più montante nel nostro Paese.
È una sciocchezza considerare Grillo come il simbolo dell'antipolitica, espressione del qualunquismo, oppure dell'uomo senza qualità.
È troppo intelligente per confondere la politica con la partitocrazia.
Conosce bene l'alto significato che ha avuto nella storia dell'umanità la polis, dall'Antica Grecia ai giorni nostri.
La rabbia, l'ira che esprime con le sue invettive è più che giustificata. Va compresa non soltanto come sfogo, ma soprattutto per ciò che contiene: mai come in questo caso vale più la sostanza che la forma.
Questa mia convinzione non m'impedisce però di andare oltre alla legittima denuncia, per cercare di capire la drammaticità del momento che stiamo vivendo ed agire di conseguenza per impedire che la barbaria abbia il sopravvento.
È il caso del Piemonte, dove la Lega punta tutte le sue carte per dimostrare che "la gente", il popolo condivide le sue vocazioni secessioniste, il suo razzismo-xenofobo, la sua sottocultura dell'egoismo antisociale, contraria ad ogni forma di solidarietà, le sue simpatie per i rottami del fascismo nostrano e di quello europeo targato Le Pen.
Non comprendere la portata della posta in gioco (anche se in buona fede), significa dimostrare una totale cecità politica.
Non basta, per salvarsi l'anima, un gesto di dissenso come può essere un voto che alla prova dei fatti si rivelerà del tutto inutile.
Gli amici (e non sono pochi) che in questi giorni mi hanno confidato la loro intenzione di voto per la lista "cinque stelle" oppure tutti quelli che mi hanno detto di scegliere l'astensione li ho invitati ad una riflessione: ragionare con la testa.
La colata infetta della Lega che vorrebbe inondare il Piemonte può, anzi, dev'essere fermata.
Tanto più che la legge elettorale consente il voto disgiunto, che vuol dire fare emergere il proprio dissenso e nello stesso tempo fermare, comunque i barbari.
È una questione di civiltà.

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