NuovaSocietà

Friday, Jul 30th

Ultimi aggiornamenti:02:33:37 PM GMT

Sei qui: Editoriali Undicesimo comandamento: non restare all’estero quando si vota

Undicesimo comandamento: non restare all’estero quando si vota

di Paolo Hutter

No, per le regionali non si può votare dall'estero. Non fare finta di venirlo a sapere all'ultimo, al consolato, quando ormai anche volendo non puoi più organizzarti per tornare a votare. Non si può votare dall'estero e in questo caso forse è anche giusto. Sono elezioni regionali. Ma il loro significato è politico, come al solito, più del solito. Ecco perchè sono preoccupato quando sento che persone amiche, giovani colti e magari accaniti anti-berlusconiani, non si sono organizzati per tornare a votare. E addirittura c'è chi se ne va, da una regione incerta come il Piemonte, per un'anticipata vacanza pasquale...

Ma come, c'è gente che dà l'anima per fare campagna elettorale e a pochi centimetri di distanza – in senso culturale e di esperienza di vita – c'è gente che non è disposta a sacrificare 200 euro e/o un fine settimana per venire a votare? Eh no, non venirmi a dire che il risultato nella tua regione ormai è scontato. In poche regioni il risultato è scontato. In almeno quattro c'è un testa a testa. E poi non è solo questo il punto: i voti si conteranno come nazionali, quindi un voto all'opposizione anche nelle regioni "perse" come Lombardia e Veneto, è importante.

Non ne va solo dei governi regionali, che pure sono molto importanti. Ne va della durata e della profondità del regime berlusconiano. Sono sempre stupito di quanto si sottovaluti il peso di questo astensionismo relativo da distanza geografica, che non è l'astensionismo cocciuto, autolesionista ma consapevole e convinto del sinistrorso deluso, ma è l'inerzia accidiosa di chi magari ha capito tante cose, ma non il dovere fondamentale del voto contro il regime berlusconiano-leghista. Qualcuno mi dice di non fare il moralista, e di incitare piuttosto chi rimarrà all'estero a convincere un'astensionista a votare al posto suo. Riduzioni del danno se ne possono sempre inventare, e ben vengano. Ma resta una questione di fondo, forse è generazionale, non so. C'è gente che ha rischiato o perso la vita per la democrazia, ce n'è altra che più semplicemente ci dedica tutto il tempo libero e ci sono i signorini o le signorine provvisoriamente esuli, che dicono che l'Italia con questa destra è insopportabile e decaduta, e che non fanno neanche il piccolo sforzo di venire a votare. Certo ci sarà da analizzare le ragioni di questa mancanza di un minimo senso del dovere e dell'efficacia civica. Ma analizzare non significa giustificare. Uno dei motivi per cui questo succede però lo posso testimoniare. Nonostante l'apparente tensione nel paese nei confronti del berlusconismo, si è andata un po' perdendo l'idea di potere e dovere influenzare con la convinzione personale il voto dei conoscenti e dei parenti. Fino al paradosso delle mamme che ti vengono a chiedere per chi voteresti e si dimenticano di premere sul figlio perchè torni da Londra a dare il voto in un passaggio decisivo della storia nazionale. Poi, salvo imprevisti, non si vota più fino al 2013. Un giorno ci sarà qualcuno, un figlio, un nipote, un rompiscatole, che vi chiederà dove eravate.

*http://italia2013.wordpress.com/

Commenti

Mostra/Nascondi modulo commento.