Quando qualcuno parla di regime riferendosi allo stato attuale in cui versa la politica in Italia, c'è sempre chi (anche a sinistra) arriccia il naso, se non addirittura lancia strali di condanna nei confronti di coloro che denunciano una situazione di grave pericolo per la democrazia nel nostro Paese. Si distinguono in questo esercizio alcuni personaggi con trascorsi di sinistra: i vari Polito, Velardi, Rondolino, Caldarola, etc.
Cosa significa "regime"? «La direzione politica di uno Stato considerata nelle sue caratteristiche istituzionali, nelle premesse ideologiche cui si ispira, nelle libertà che conferisce nell'esercizio del potere».
(Devoto-Oli dizionario della lingua italiana)
Cosa deve ancora succedere in Italia, per almeno allarmarsi della china che la direzione politica del nostro Stato ha preso sotto la spinta chiaramente autoritaria, bonapartista, del Cavaliere miliardario?
Si badi bene che non si potrà dire, dopo, «ma io non lo sapevo».
L'ultima sortita del Grande Bugiardo, nonché puttaniere, corruttore, falsario, megalomane, è avvenuta a poche ore dall'adunata (tutt'altro che oceanica) di Roma, quando il nostro ha annunciato la sua salita (questa volta non discesa) verso il colle più alto della capitale: il Quirinale.
È già pronta (anzi, più di una) una proposta di legge per l'elezione diretta del presidente della Repubblica.
I tempi sono stati già dettati:
1)vittoria della destra alle elezioni regionali
2)immediata riforma costituzionale per l'elezione diretta del capo dello Stato
3)imporre prima ancora della scadenza del suo mandato, le dimissioni di Giorgio Napolitano
4)elezione da parte degli attuali parlamentari con i delegati delle Regioni, di Silvio Berlusconi, presidente della Repubblica con nuovi poteri.
Il gioco è semplicissimo, ed il clima se non c'è lo si crea, con tutti gli strumenti che Lui (sempre con la elle maiuscola) dispone per plasmare, manipolare, imbambolare i cittadini italiani, disarmando le loro coscienze.
Un esempio? Eccolo: il titolone d'apertura della prima pagina del giornale "Libero" di oggi 20 marzo, uno degli organi ufficiali della casa madre: "VINCERE". Contro chi? La sinistra ovviamente.
Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro sottotitola: «Contro i giudici, l'astensionismo, gli incompetenti (a chi si riferisce? Ai presentatori della lista del Pdl a Roma?) e contro i telepredicatori (naturalmente ogni riferimento a Gianfranco Fini è sottinteso ma non è puramente casuale)».
Maurizio Belpietro, l'uomo dalla mascella volitiva, ha indossato la sahariana modello Achille Starace, e non avendo a disposizione un balcone in piazza Venezia, ha urlato sul suo giornale: "VINCERE!"
Ci manca solo la fatidica invocazione, che il segretario nazionale del partito nazionale fascista, pronunciava in apertura di ogni adunata: "Saluto al Duce!" E la folla rispondeva: "A Noi!".
Che tempi ragazzi.
A qualcosa di simile abbiamo assistito oggi 20 marzo 2010 a piazza San Giovanni allorquando il Cavaliere nel suo magistrale ruolo da intrattenitore da crociera poneva interrogativi retorici alla folla convogliata nella Capitale.




Vincere! A quando: “Saluto al Duce!”?





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