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L’Italia che non vogliamo

di Diego Novelli

Nello stesso giorno leggiamo sui giornali:

1)Alla Camera approvato un emendamento della Lega per stabilire la responsabilità civile dei giudici.

Il governo e la maggioranza (Pd, Pdl, Terzo Polo) avevano dichiarato il voto contrario. Cicchitto, il capogruppo del Pdl, che aveva assicurato il voto per il no di tutti i suoi parlamentari, viene smentito all'ultimo momento dal segretario del suo partito Alfano, il quale dichiarava prima del voto: «chi sbaglia paga», dando via libera all'approvazione. 264 voti favorevoli e 211 contrari. Dal conteggio dei voti considerando i votanti in aula risulta che 35 deputati appartenenti ai gruppi che sostengono il governo hanno votato a favore dell'emendamento leghista. Tra le file del Pd e del Terzo Polo vanno ricercati i franchi tiratori.

2)Il premier Monti in un'intervista a Matrix (Canale Cinque) ha affermato che i giovani si devono abituare all'idea di non avere più il posto fisso sul lavoro, che tra l'altro è pure noioso. Il Pd ha definito la battuta del premier «infelice», mentre Tremonti l'ha considerata «l'elogio del precariato».

3)La ministra del Lavoro Elsa Fornero al termine del primo incontro con i sindacati e la Confindustria per la riforma del lavoro ha affermato che il governo sulla libertà di licenziamento (articolo 18) andrà avanti comunque, anche senza l'accordo con le parti sociali.

4)Il sottosegretario all'economia Gianfranco Polillo ha fatto sapere agli ascoltatori della Zanzara (Radio 24) che lui considera Berlusconi un «perseguitato»: «nemmeno Al Capone è stato così preso di mira dai giudici. Nel 1994 grazie a lui è stata salvata la democrazia, altrimenti saremmo ancora sotto la dittatura del soviet Achille Occhetto». Berlusconi «ha dato tanto al Paese, in misura sufficiente per essere eletto al Quirinale per fare il Presidente della Repubblica. Oppure senatore a vita. In fin dei conti di cosa è incriminato?». «Il referendum sull'acqua è stato un imbroglio». Polillo si vanta di essere l'uomo del governo più richiesto dalle televisioni: è già apparso una trentina di volte in dibattiti televisivi nel periodo dicembre - gennaio. Il sottosegretario Gianfranco Polillo è entrato nel governo Monti grazie a Cicchitto, di cui è stato consulente e che ha portato a Monti il suo curriculum.

5)In questi giorni la Fiat di Marchionne ha realizzato un nuovo spot televisivo. Per lanciare non solo un nuovo modello ma per coinvolgere i telespettatori sulla bontà dei suoi metodi ha lanciato un messaggio subliminale che si conclude con questo slogan: «questa è l'Italia che vogliamo», lasciando sottintendere tutti gli italiani.

Ebbene, ciò che abbiamo letto sui giornali e visto alla televisione «non è l'Italia che vogliamo».

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