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Quando la sinistra perde il senno

Quando la sinistra perde il senno

di Diego Novelli

Il ministro dell’Interno Marco Minniti non ha usato metafore: ha detto chiaro e tondo «ho temuto per la tenuta sociale e democratica del Paese».
Sicuramente non è stata una frase buttata per caso, tantomeno, come qualche pifferaio dei malpancisti ha insinuato, un’uscita finalizzata alla scalata dei piani alti del suo partito.
Basta guardarsi attorno, con un minimo di onestà e di intelligenza politica, per rendersi conto che il “PIANO INCLINATO” (efficace espressione di Romano Prodi) in qui si trova l’Italia sta ricevendo colpi sempre più forti per impedire che la “barca” si raddrizzi.
Il vento della destra populista e reazionaria si fa di giorno in giorno sempre più forte e in Europa (lo ha descritto molto bene Monica Perosino su La Stampa del 27 agosto) il pericolo neonazista «si sta armando».
Di fronte a questo quadro che vede Salvini con la nuova Lega sfacciatamente alleato con i fascisti, Berlusconi alla ricerca disperata di riprendere in mano il mazzo della destra e i Cinque Stelle intenti a seminare confusione e sfiducia sperando di raccogliere dalle macerie i voti dei disperati in aumento, che fa la sinistra?
Dalla Sicilia al Piemonte la sinistra gioca alla guerra fratricida. Nell’isola della Trinacria la candidatura per la presidenza della Regione presentata dal sindaco Orlando (il rettore Micari dell’Università di Palermo) viene osteggiata da settori della sinistra e rispuntano personaggi come quel Luca Casarini che si rese protagonista nei disordini del G8 a Genova anni fa come capo dei Disobbedienti.
Non importa perdere le elezioni regionali, quello che conta è la “purezza” e il nuovo idolo di Sinistra italiana è il vescovo di Palermo.
Come non andare con il pensiero a Fausto Bertinotti quando affondò il governo di centrosinistra di Romano Prodi in omaggio alla purezza di Rifondazione Comunista. Oggi Fausto si consola a Rimini con Comunione e Liberazione.
Tutto e subito è una parola d’ordine inventata dai reazionari e messa in bocca agli stupidi.
Mi auguro che un vecchio amico e compagno che ho sempre stimato come Claudio Fava non si lasci invischiare in questi giochi perversi e distruttivi. Giuliano Pisapia non lesina la sua fatica per il “Campo largo dell’alternativa” di centrosinistra.
Non ci rimane dal lontano Piemonte che esprimere un fervido augurio alle menti sane della sinistra in Sicilia.

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