Una vera e propria mannaia si sta per abbattere sugli automobilisti torinesi. La Soris, società incaricata dal Comune di Torino di riscuotere le multe, da molti considerata la versione soft di Equitalia, cambia volto. Basta con gli avvisi bonari e subito ingiunzione di pagamento. Infatti fino ad oggi la Soris prevedeva sette passaggi diversi di comunicazione prima di arrivare alla sanzione massima, il pignoramento. Ora questi livelli verranno ridotti ai minimi termini e le ingiunzioni di pagamento arriveranno dopo 60 giorni.
Quindi sono previste tre sole fasi: preavviso di fermo, fermo, pignoramento; chi, invece, pagherà entro cinque giorni dalla notifica avrà lo sconto, come già avviene, del 30 %.
Questa decisione, che come detto non renderà certo felici i multati, ha scatenato già alcune reazioni politiche.
Domande alla sindaca arrivano dal consigliere comunale e segretario del Pd in pectore Mimmo Carretta: «Nessuno mette in dubbio il fatto che chi ha commesso una violazione debba pagare la sanzione, ma era necessario questo accanimento delle modalità? In un momento di crisi, non era meglio salvaguardare “un approccio più amichevole” alla riscossione? Quali saranno i tempi e le modalità, per i cittadini, per mettere in atto eventuali ricorsi?».
E, aggiunge polemicamente Carretta: «Tutto come al solito cadrà come una mannaia sui cittadini costretti a destreggiarsi in poco tempo nei meandri della burocrazia? Quali sono gli strumenti di tutela? Lo dica, la Sindaca, ha un problema di cassa rispetto a quanto ha messo in bilancio di previsione ed ora non sa come fare?».
Per Fabrizio Ricca, segretario torinese e capogruppo in Comune della Lega Nord, Appendino ha scelto di ispirarsi ad Equitalia. «Di Maio parla di abolire Equitalia ma poi nelle Città dove governano fanno l’esatto opposto. Anzi. Irrigidiscono ancora di più le procedure con atteggiamenti vessatori – spiega Ricca che aggiunge – vi ricordate l’Appendino anti Equitalia in campagna elettorale? Bene, ora dimenticatevela. Anche perché è lei la prima ad essersi rimangiata quelle parole. Oggi la Soris abbandona l’avviso bonario per colpire più duramente: dopo 60 giorni arriva il pignoramento. Cosa significa? Che il sindaco per far cassa è pronto a tutto, anche ad indossare i panni di Equitalia, tanto odiata un tempo dai Cinquestelle, ma oggi divenuta un modello da seguire».