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Obama e il nuovo aumento delle spese militari USA

di Daniele Cardetta

708 miliardi di dollari. A questo ammonta il bilancio della difesa americana per l'anno fiscale 2011. Si tratta del budget più alto mai predisposto per le forze militari dal 1945 a oggi, ovvero dalla fine della Seconda guerra mondiale. Fa ancora più scalpore che tale aumento vertiginoso del budget militare sia avvenuto in un periodo di grande crisi per gli Stati Uniti, e che tale aumento comporterà inevitabilmente che il deficit federale rischi di finire fuori controllo.

E dire che Barack Obama si era mostrato al mondo come la "svolta" rispetto all'amministrazione repubblicana di Bush, e con la vincita del Nobel per la pace aveva anche avuto un riconoscimento per quelle che, fatti alla mano, non restano però che delle dichiarazioni di intenti.

Lunedì 1 febbraio l'amministrazione di Obama ha annunciato di voler proseguire un'era di crescita della spesa militare e i nuovi progetti vagliati all'interno del Pentagono lasciano presumere che tale crescita delle spese militari riguarderà anche gli anni successivi e non il solo 2011.

159 miliardi di dollari saranno messi a disposizione delle forze schierate dagli americani in Afghanistan e Iraq, e la Casa Bianca avrebbe già in mente un ulteriore aumento di 33 miliardi di dollari per coprire i costi dei 30.000 soldati inviati dallo stesso Obama nell'autunno 2009 a Kabul.

Non sono pochi i personaggi, anche dell'apparato militare, che hanno espresso perplessità relativamente alla tenuta del governo federale visti questi aumenti spropositati delle spese.

Ma non è finita: la Casa Bianca ha previsto nuovi investimenti in elicotteri, mezzi corazzati, aerei senza pilota e altri veicoli di terra, tutti mezzi considerati necessari per vincere le "nuove guerre". Non manca inoltre l'attenzione preoccupante prestata dal Pentagono anche a eventuali guerre del futuro con il varo su larga scala del progetto: "F-35", e di un nuovo bombardiere a lungo raggio.

L'F-35 dovrà andare a sostituire i famosi F-16, e il Pentagono ha previsto l'acquisto di circa 2000 velivoli di questo tipo dall'Australia e dall'Inghilterra. Previsti inoltre nuovi arruolamenti di personale, si parla di circa 20.000 unità entro il 2015, al fine di monitorare le nuove acquisizioni da vicino.

Non c'è male per essere la politica di colui che ha vinto il Nobel per la pace, e che proprio tra 2009 e 2010 non si è opposto all'apertura di numerosi basi militari in Colombia e ha rinfocolato la guerra in Afghanistan tirando fuori nel dicembre 2009 nuovamente la storia della "guerra giusta".