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Usa, la sanità che scompare

di Luca Galassi*

Il bilancio è in rosso e, alla vigilia della riforma sanitaria, gli Stati Uniti decidono di tagliare le spese sociali 'superflue'.
Quasi trentamila disabili, residenti della South Carolina, perderanno i servizi dello Stato che li aiutano a sopravvivere. In Illinois il governatore Pat Quinn decurta i fondi alle agenzie che formano gli assistenti sociali. Il Missouri decide di ridurre del tre percento il bugdet al dipartimento delle Malattie mentali, Sanità e Sociale.
La mannaia cade più pesante sulla South Carolina, dove la proposta di Finanziaria presentata dalla commissione bilancio impone tagli di 47 milioni di dollari che metteranno fine all'assistenza per autistici, persone con spina bifida e programmi di riabilitazione e terapie di vario genere.

Andrew J. Imparato, direttore generale dell'Associazione americana di persone con disabilità, ha riferito che tra i "racconti dell'orrore" sui tagli al bilancio di tutti gli Stati del Paese, quello della South Carolina è l'esempio più estremo. "Chiudere ogni cosa eccetto l'assistenza sociale residenziale federale è la misura più draconiana che abbia mai sentito", ha spiegato Imparato. Gli amministratori dicono di non avere scelta: devono tappare - dicono - l'emorragia per il budget del prossimo anno in uno Stato repubblicano dove gli aumenti delle tasse non sono opzioni percorribili.

Per molti, i tagli alle cure domiciliari erogate dallo Stato rappresentano una vera e propria condanna. Mary Bennett, citata dal Washington Examiner, è una madre di 47 anni costretta ad allevare da sola tre figli. Per lei le decisioni della commissione Bilancio significano dover mandare il figlio undicenne autistico a un istituto privato o lasciare il lavoro per occuparsene personalmente. Il bambino va alla scuola pubblica alcuni giorni della settimana, mentre gli altri giorni è inserito in un programma finanziato dallo Stato.

Shelia Dull ha invece 46 anni e una figlia in carrozzina a causa della spina bifida. Con i tagli perderà servizi di assistenza domiciliare e dovrà rinunciare agli unici due giorni di lavoro settimanali per impegnarsi quotidianamente nelle cure per la ragazza.

La ratio che sottende alle decisioni degli amministratori è quella di tagliare dai settori più 'comodi', in una programmazione a breve termine (garantire la copertura finanziaria di bilancio per l'anno successivo), senza tenere in considerazione il fatto che i pazienti in difficoltà hanno bisogno di tali cure per tutta la vita.

*peacereporter.net

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