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Elezioni in Togo

Faure Gnassingbe
di Giulia Becchis

Le recenti elezioni in Togo hanno riconfermato alla presidenza Faure Gnassingbe, leader del Ramblessement du peuple togolais.
L'annuncio della vittoria, dopo due giorni di scrutinio, ha dato vita a forti tensioni a Lomè e spinto i partiti di opposizione ad organizzare dimostrazioni di protesta per le strade della capitale. Il risultato delle elezioni (60,92 % dei voti a favore di Gnassingbe) non è stato infatti riconosciuto da Jean-Pierre Fabre, leader dell'Union of Forces for Change (UFC) e principale avversario di Gnassingbe, che ha indetto insieme ad altri tre partiti politici di opposizione una marcia "per protestare contro i fraudolenti risultati delle elezioni elettorali del 4 marzo", minacciando di marciare ogni giorno per le strade di Lomé. Domenica una manifestazione di sostenitori dell'UFC è stata violentemente repressa dalla polizia che ha lanciato lacrimogeni contro i dimostranti costringendo Fabre a rifugiarsi nel quartier generale del suo partito. Nello stesso tempo il governo ha proibito l'organizzazione di un'altra marcia, che si sarebbe dovuta tenere martedì 9 marzo, adducendo come motivazione la necessità di garantire la sicurezza della popolazione e richiamando le violenze che avevano caratterizzato le elezioni del 2005, quando la salita al potere di Gnassingbe, avvenuta dopo la morte del padre che aveva instaurato dal 1967 un regime dittatoriale, instaurò un clima di guerra civile e delle violenze che portarono alla morte di circa 500 persone.

Il Segretario ONU Ban Ki-moon ha invitato tutte le parti in causa a mantenere la calma e ha auspicato che eventuali irregolarità nelle elezioni vengano perseguite esclusivamente per vie legali. Alle denuncie di Fabre si sono affiancate quelle dell'Unione Europea, che in un rapporto ha sottolineato le proprie perplessità circa le modalità delle recenti elezioni, giunte dopo un periodo di campagna elettorale fortemente dominata dalla propaganda pro-Gnassingbe e segnate da pratiche di voto di scambio e modalità ambigue di trasmissione dei risultati, gettando numerose ombre su quello che era stato descritto come un test di democrazia per il paese.

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