La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che la fecondazione assistita eterologa un diritto e non uò essere vietata. Infatti proibire il ricorso alla donazione di ovuli e sperma per la fertilizzazione in vitro "una violazione dell'articolo 8 della convenzione europea per i diritti dell'uomo".
Questa sentenza assesta un duro colpo alla legge 40 sulla procreazione assistita presente in Italia, una delle più oscurantiste in materia al mondo.
La decisione della Corte arriva dopo che due coppie austriache hanno presentato ricorso; anche in Austria l'eterologa vietata.
Ora dopo la sentenza c'è la convinzione che una valanga di istanze partiranno proprio dall'Italia.
In realtà la prima sarà presentata a Bologna già il 15 aprile prossimo. Poi, secondo fonti attendibili, seguiranno quelle provenienti da Firenze, Roma, Catania e Milano.
I giudici di Strasburgo hanno stabilito inoltre che gli Stati non sono obbligati a legiferare sulla procreazione medicalmente assistita, ma che se lo fanno la legge deve essere coerente con gli interessi di tutti, anche con chi ha bisogno di donazioni esterne.
Il dottor Antonino Guglielmino, direttore dell'Unità di Medicina di Catania, ricorda: "Siamo pronti ad avviare una campagna di ricorsi giudiziari. La stessa strada che abbiamo percorso per cambiare la legge 40 sulla fecondazione assistita nelle parti che vietavano la diagnosi genetica di preimpianto e obbligavano all'impianto contemporaneo di tre embrioni a prescindere dalle condizioni cliniche del singolo caso".
Ma se anche in questo caso, così come avvenne nell'aprile del 2009, i giudici ritenessero incostituzionale la norma, la legge sulla procreazione medicalmente assistita sarebbe, di fatto, cancellata e resa inapplicabile.




Corte UE: l'eterologa è un diritto





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