di Elisa Bellardi
La Croazia dice sì all'Europa. A partire dal 1 luglio 2013, sarà il 28esimo paese a far parte dell'Unione Europea. Il referendum è stato vinto con un margine tra favorevoli e contrari molto ampio (si parla del 66% contro il 34%), ma con l'affluenza alle urne più bassa di qualsiasi altra tornata elettorale tenutasi nel Paese e ogni altro referendum per entrare nell'UE. Solo il 43,5% degli aventi diritto, infatti, è andato a votare. Una testimonianza, questa, di un clima di rassegnazione e mancanza di ottimismo tra la popolazione.
Ma il messaggio è chiaro ed è un assenso forte e deciso. «La Croazia ha detto il suo grande sì all'Unione europea dalla quale si attende molto, e sono convinto che i croati sapranno cogliere questa occasione» ha dichiarato il presidente della Repubblica, Ivo Josipovic. «Abbiamo preso una decisione storica, cruciale per il nostro futuro, ma il successo dipenderà solo da noi stessi», è invece il commento del primo ministro Zoran Milanovic.
Qualche polemica, invece, arriva dal fronte del no, perlopiù composto da organizzazioni nazionaliste e ultraconservatrici. La bassa affluenza, sostengono, mette in dubbio la legittimità (seppur non la legalità) del referendum e chiedono quindi la sua ripetizione.
Ali estremiste a parte, i dubbi sull'entrata in Europa c'erano eccome. Infatti, la campagna referendaria si è svolta nel pieno della crisi dell'eurozona e molti croati negli ultimi mesi si sono chiesti se convenisse unirsi a una comunità in grande difficoltà. Alla fine ha prevalso il pragmatismo con la convinzione che una nazione piccola, ormai già economicamente legata ai Paesi dell'Ue e con la valuta nazionale, la kuna, di fatto vincolata all'euro, senza un'altra vera alternativa.
Intanto, però, sui profili Facebook dei croati impazza il brano "Insieme" di Toto Cotugno. Una canzone dedicata all'Europa unita nel 1990, in occasione della caduta del muro di Berlino, che divenne vincitrice del festival della canzone europea del 1990 tenutosi proprio a Zagabria. Che ora, dopo anni nel dimenticatoio, torna ad essere ascoltata da quelli che saranno i prossimi a far parte dell'UE.